19 settembre 2020
Aggiornato 20:00
Tensioni nella maggioranza

Matteo Renzi: «Né voto né Conte ter»

Il leader di Italia Viva non crede al «Conte-ter», ma assicura che se dovesse nascere un governo del genere il suo partito sarebbe «all'opposizione»: «Lavorano per buttarci fuori ma il tempo chiarirà»

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi ANSA

ROMA - «Goffredo è sempre molto gentile. Ma se sono di carta, di che cosa ha paura?». Matteo Renzi nella sua newsletter replica così al dirigente Pd che lo ha definito «tigre di carta». Aggiunge Renzi: «Penso che Bettini stia lavorando a un disegno strategico che finirà con il cancellare il riformismo italiano, anche quello dem. Non condivido l'analisi, ma la rispetto. Mi stupisce che debbano sempre parlare di me con toni così cortesi, ma ormai ci sono abituato. Loro sono ossessionati dalla mia persona, io sono solo deluso dalle loro scelte».

«Se fanno Conte ter noi saremo all'opposizione»

Matteo Renzi non crede al «Conte-ter», ma assicura che se dovesse nascere un governo del genere Iv sarebbe «all'opposizione. Da giorni - racconta - molti nostri senatori sono avvicinati da inviti a lasciare Italia Viva. Alcuni di loro sono già stati indicati da taluni media come pronti alla fuga. Se dieci senatori di Italia Viva passassero dall'altra parte ci sarebbe il Conte Ter: terzo governo in tre anni, con terza maggioranza diversa».

Continua Renzi: «Io non ci credo, anche perché conosco i senatori di Italia Viva e non ne vedo dieci pronti ad andarsene (per adesso non ne vedo nemmeno uno, a dire il vero). Per me, non hanno i numeri e se ne stanno accorgendo proprio in queste ore. Ma se avranno i senatori che stanno cercando e i numeri per il Conte ter noi saremo felicemente all'opposizione».

«Lavorano per buttarci fuori ma il tempo chiarirà»

«Una parte del Governo e della maggioranza ha lavorato per tutta la settimana per buttarci fuori e fare a meno dei nostri voti, perché noi sulla prescrizione non ci siamo accodati alla incomprensibile svolta giustizialista del PD. Abbiamo passato una settimana incredibile! Sono ormai abituato alle Fake News ma tante così - tutte insieme - non le avevo sentite nemmeno ai tempi d'oro».

«La nostra colpa - sostiene Renzi -? Difendere le garanzie per i cittadini dalle inefficienze dello Stato. La nostra punizione? Fuori dal governo, in nome della 'tolleranza zero', dopo una dura reprimenda sulla mancanza di educazione. Come se proporre contenuti e portare avanti le proprie idee fosse proibito. Che poi è come proibire la politica in nome della buona educazione».

«Ricostruzioni folli»

«Quasi tutti gli organi di stampa hanno pedissequamente seguito la linea che arrivava dal portavoce di Palazzo Chigi - sottolinea il leader di Italia viva -. E addirittura l'Ufficio Stampa del Quirinale è dovuto intervenire per smentire ricostruzioni folli della situazione politica. Sinceramente sono dispiaciuto che prima vengano le veline di palazzo e poi la verità dei fatti. Ma sono anche molto fiducioso perché il tempo chiarisce molte cose. Basta avere pazienza come ho scritto in un post, ieri, citando il pezzo del Cardinal Ravasi sul 'Sole 24 ore'».

«Non vogliamo sfiduciare Conte, Bonafede si fermi»

«Nessuno di noi ha detto che vogliamo sfiduciare Conte. Abbiamo detto che non condividiamo la battaglia sulla prescrizione. E che faremo valere su quella i nostri numeri. Punto. Noi su questo non torniamo indietro. Per noi, la prescrizione non vale la fine del Governo: ecco perché Bonafede farebbe bene a fermarsi lui, prima di combinare il patatrac. Chi è l'arrogante? Chi come Italia Viva dice: 'Su questo non siamo d'accordo' o chi come Bonafede dice: 'Si fa come voglio io anche se in Parlamento non abbiamo i numeri'?», conclude Renzi.

«Pd schierato con M5s, ecco perché ce ne siamo andati»

Il Pd è «schierato con M5s» e questo spiega la scelta di Matteo Renzi di creare un altro partito. L'ex premier nella sua newsletter spiega: «Il Pd che attacca me accusandomi di tutto. La verità è che il Pd ha scelto di votare per mantenere la Legge Bonafede anziché ritornare alla Legge Orlando. E in quel passaggio ha perso la sua patente di garantista, la sua anima di riformismo».

Aggiunge Renzi: «Tutto il resto - le dichiarazioni contro di noi di persone che senza di noi non sarebbero politicamente esistite - appartiene alla categoria 'lotta nel fango'. Che non mi piace e non mi riguarda. Io dico solo che il Pd che tra noi e i Cinque Stelle si schiera coi grillini fa stringere il cuore a tanti che ci avevano creduto. Lo capite adesso perché abbiamo fatto creato Italia Viva? Non potevamo finire giustizialisti».

«Io in Pakistan perché ho relazioni internazionali»

Matteo Renzi è andato in Pakistan per incontrare il primo ministro del Paese, perché «un politico degno di questo nome ha anche relazioni internazionali. Se ad altri non capita non so che farci. Avevo preso l'impegno di incontrare il Presidente della Repubblica il primo ministro, il capo dell'esercito a Islamabad assieme all'ex premier spagnolo José María Aznar».

Aggiunge Renzi: «Poi, con alcuni amici, siamo andati due giorni a sciare a 4.000 metri, in luoghi bellissimi. Posso fare due giorni sugli sci o devo chiedere il permesso al Tribunale dell'antirenzismo? Peraltro, sono stati due giorni utili perché, mentre io ero all'estero, gli altri hanno fatto le loro verifiche e hanno capito che non ci sono i dieci Scilipoti che cercavano dentro Italia Viva. È stato bello per me, utile per loro».

Faraone: «Non rinunciamo a fare rumore sul riformismo»

«In queste ore non facciamo altro che subire minacce, leggere finte veline fatte filtrare ad arte che mettono in difficoltà il presidente Mattarella, o audio improbabili, insulti e ricatti nei confronti di Italia Viva solo perché non rinunciamo al nostro riformismo, alla nostra battaglia sulle idee all'interno della maggioranza. Abbiamo fatto nascere il Conte 2 , bloccando un governo con Salvini premier, Pillon ministro della famiglia e Bagnai all'economia, non certo per subire i ricatti di Crimi sulla prescrizione o sul reddito di cittadinanza. Noi continueremo a difendere le nostre idee a testa alta e con la schiena dritta, a fare rumore nel silenzio assordante del Pd che ha dimenticato il riformismo. È in atto un tentativo di sostituirci con alcuni «responsabili"? Facciano pure, noi non mandiamo i nostri cervelli all'ammasso con i Bonafede di turno, che si sta a tutti gli effetti qualificando come il Toninelli del Conte 2. Non smetteremo di chiedere discontinuità e i tristi giochi di palazzo non ci piegheranno mai». Lo dice ad Agorà il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone.