25 maggio 2020
Aggiornato 01:30
Regionali, la sfida

Conte evita la spallata di Salvini. Zingaretti: «Ora ripartire». Ma c'è il problema della «crisi» M5s

Scampato il pericolo della «spallata» di Matteo Salvini, da oggi parte l'operazione rilancio per Giuseppe Conte e il suo governo. Anche se pesa la disfatta grillina in Emilia Romagna e Calabria

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

ROMA (ASKANEWS) - Scampato il pericolo della «spallata» di Matteo Salvini, da oggi parte l'operazione rilancio per Giuseppe Conte e il suo governo. Il leader leghista, dopo una campagna elettorale paese per paese, non è riuscito a conquistare l'Emilia-Romagna e anche se nella notte è tornato a dire, a caldo, che «qualcosa domani a Roma cambierà», sa bene che le elezioni anticipate si allontanano.

Conte, da parte sua, ha fatto sapere che ha seguito in famiglia exit poll e proiezioni e non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. Da Palazzo Chigi, però, filtra «soddisfazione» per i risultati che si vanno delineando e anche «per l'alta partecipazione democratica». Il governo, assicurano le stesse fonti, «continua nella sua azione di rilancio del Paese». Azione che dovrà passare da quella 'verifica' che il premier ha annunciato da tempo e che finora era stata rimandata proprio in attesa del voto.

Zingaretti: «Ora ripartire»

Un rilancio dell'esecutivo è quello che chiede Nicola Zingaretti, che tira stanotte un sospiro di sollievo, consapevole del fatto che una sconfitta di Stefano Bonaccini in Emilia-Romagna avrebbe messo a rischio il governo ma anche la sua leadership interna. Il risultato regionale, invece, ha detto quello che oggi appare come il primo azionista della maggioranza, «rafforza il governo perchè Salvini voleva dare una spallata al governo, si è voluto dare un aspetto politico al voto, ed ha fallito. La maggioranza esce più forte, ora non dobbiamo essere pigri. Adesso dobbiamo, come annunciato, rilanciare l'azione di governo, lo possiamo fare su temi concreti: le tasse, il lavoro, la ripresa economica. La maggioranza esce rincuorata da questa avventura, mi auguro con meno polemiche e più concretezza».

Anche Matteo Renzi, su Facebook, festeggia una «vittoria nettissima e bellissima» e invita a rimettersi «tutti al lavoro».

La crisi del MoVimento 5 Stelle

Certo è che, per la maggioranza, il voto certifica con i numeri la crisi del Movimento 5 stelle, che in Emilia-Romagna con Simone Benini si attesta intorno il 3,5% e che in Calabria rischia di non entrare in Consiglio regionale. Una 'debacle' che era attesa ma che forse è andata anche oltre le peggiori previsioni. Dal 'reggente' Vito Crimi non sono arrivati commenti (dovrebbe farlo domani mattina) ma quel che è certo è che il travaglio dei pentastellati è destinato ad avere un influsso sull'esecutivo almeno fino agli Stati generali di marzo, con la partita aperta tra 'governisti' e 'movimentisti'. «I Cinquestelle devono decidere se continuare sulla linea che ha portato avanti fin qua Di Maio o fare qualcosa di diverso su un campo progressista», è il 'suggerimento' che arriva agli alleati dal numero due del Pd Andrea Orlando.

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