6 dicembre 2019
Aggiornato 23:30

Mes, Luigi Di Maio pronto alla battaglia: «Il sistema vuole zittirci, ma noi difenderemo gli interessi degli italiani»

Il capo politico del MoVimento 5 Stelle: «Per loro o segui quello che dice qualche euroburocrate, oppure sei un ignorante, un imbecille, un attentatore della Democrazia»

Luigi Di Maio, capo politico del MoVimento 5 Stelle
Luigi Di Maio, capo politico del MoVimento 5 Stelle ANSA

ROMA - «Oggi gran parte dei giornali ed alcuni esponenti politici ci trattano come dei mostri solo perché ieri ci siamo battuti per non firmare al buio il Mes. Da ogni parte si legge che ho sfidato, che ho provocato, che ho battagliato. Io non ho sfidato nessuno, anzi. Stiamo solo lavorando nell'interesse dei cittadini italiani. Ma questo per i giornali e per il sistema è surreale. Loro concepiscono la politica come una continua imposizione dall'alto. Per loro o segui quello che dice qualche euroburocrate, oppure sei un ignorante, un imbecille, un attentatore della Democrazia». Lo scrive su Facebook Luigi Di Maio, capo politico del M5s e ministro degli Esteri.

«Non firmeremo nessuna cambiale in bianco»

«Avete capito bene: secondo loro sarebbe il MoVimento 5 Stelle ad attentare alla democrazia, proprio noi che ci siamo spesi per non far firmare una cambiale in bianco agli italiani - prosegue -. E il sistema è abituato così: o fai come dicono loro, oppure ti minacciano, cominciano a dipingerti come disfattista. È quel che sta accadendo con il sottoscritto da un bel po' di tempo. Ma non importa, noi andiamo avanti. Difendiamo il governo perché difendiamo l'Italia e siamo sicuri che ancora una volta sapremo trovare un punto di caduta per gli italiani».

Ma Di Maio avverte: «se qualcuno pensa di zittire il MoVimento, ha capito male. Nessuno creda di potersi arrogare il diritto di chiuderci la bocca. Avevano provato a fare lo stesso sulla revoca della concessione ad Autostrade. Ricordate come trattarono Danilo Toninelli? Ci addebitarono crolli in borsa, catastrofi, la fine del mondo, poi hanno capito che avevamo ragione ed ora ci vengono tutti dietro. Non fermiamoci all'apparenza. Noi siamo qui per difendere gli interessi del popolo italiano e quello faremo».

Trizzino: «Scongiurare pericolo rottura nel governo»

«Sul Mes Luigi Di Maio fa bene a chiedere chiarimenti. Ma attenzione: nessuno pensi a strappi con l'Europa e di poter rompere l'alleanza con il Pd e far cadere il governo Conte». Per il deputato 5 stelle Giorgio Trizzino, deputato M5S, alcuni principi non possono essere messi in discussione in questo momento «delicato» per il Paese. «Sul Mes la posizione di Di Maio è la stessa del gruppo parlamentare. Noi non siamo contro il Mes in quanto tale, ma dobbiamo capire bene quali sono tutti i nodi di questa riforma e le conseguenze per il Paese - spiega in un'intervista a Repubblica -. A Di Maio abbiamo dato un mandato per discutere senza avere però le stesse posizioni della Lega. E dobbiamo trovare una posizione comune con il nostro alleato, il Pd».

Sul Mes però si potrebbe anche rompere l'alleanza con il Pd? «Di Maio deve scongiurare questo perché l'alleanza con i dem è una strada senza ritorno. Dobbiamo rafforzare l'attuale maggioranza, non solo dal punto di vista elettorale ma dei valori, perché dobbiamo cercare di contrastare questa destra salviniana e meloniana, una miscela strana di xenofobia e sovranismo», insiste il pentastellato. Quanto alla mancata alleanza in vista del voto in Emilia e Calabria Trizzino dice: «Penso che non sia ancora detta l'ultima parola. Non credo che Di Maio sia contrario all'alleanza con il Pd, ritiene però che siano diversi gli aspetti nazionali e regionali. Io invece cerco di essere realista: mentre la casa sta bruciando noi non possiamo stare attenti a calcoli personali e locali».

A proposito dell'organizzazione interna al Movimento il deputato siciliano osserva: «Il termine 'capo politico' non mi è mai piaciuto. Posso capire la necessità per un movimento giovane di accentrare certe figure decisionali. Ma il Movimento adesso è diventato forza di governo e ci siamo resi conto che governare presuppone una organizzazione diversa. La mia non è sfiducia in Di Maio. Penso che la figura di vertice debba essere contornata da una segreteria e per questo ho chiesto un congresso per evitare certi errori. Per esempio quello di aver lanciato il reddito di cittadinanza come se stessimo risolvendo tutti i problemi dell'Italia nel giro di pochi mesi. Abbiamo ridotto davvero la povertà, ma non abbiamo certo creato le condizioni per cambiare il sistema economico del Paese e sostenere l'occupazione».