6 dicembre 2019
Aggiornato 23:30

Luigi Di Maio democristiano: «MES deve essere migliorato, ma senza creare difficoltà al Governo»

Il capo politico del MoVimento 5 Stelle: «Nei prossimi giorni faremo presenti tutte le perplessità che abbiamo, lo vogliamo fare con il lavoro di squadra e lo facciamo come governo»

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NAPOLI - «Siamo tutti d'accordo sul fatto che questo accordo vada migliorato, lo faremo col massimo dialogo perché deve convenire pienamente all'Italia e non deve rappresentare rischi per il Paese». Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in merito al MES. Parlando a Napoli a margine dell'inaugurazione della nuova sede di Cassa depositi e prestiti, il titolare della Farnesina ha ricostruito ciò che è stato deciso dopo la riunione del gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle di ieri.

«Abbiamo sempre detto che il tema non è il fondo Mes in sé ma se sia salva-Stati o stritola-Stati», ha proseguito il ministro che poi ha aggiunto: «Abbiamo detto che non c'è solo il Mes, ma ci sono altri strumenti che sono oggetto di riforme come l'assicurazione sui depositi, l'unione bancaria, tutti meccanismi molto tecnici e complicati che possono impattare sulla vita reale delle persone».

«Non vogliamo creare difficoltà al Governo»

«Nei prossimi giorni faremo presenti tutte le perplessità che abbiamo sull'impianto del Mes, ma senza voler creare difficoltà al governo, lo vogliamo fare con il lavoro di squadra e lo facciamo come governo. Siamo la prima forza politica in Parlamento che porta avanti il governo e - ha concluso Di Maio - lo vogliamo fare con il massimo del ragionamento, del contributo tecnico che possiamo dare e del coinvolgimento degli esperti».

Bottici: «Trovare migliori soluzioni possibili»

«Sono stata alla riunione dei parlamentari del Movimento 5 stelle sul Mes, il Meccanismo Europeo di Stabilità di cui tanto si parla in questi giorni. I dubbi emersi ci hanno portato a dare il mandato a Luigi Di Maio per sedersi al tavolo con Gualtieri e il presidente Conte, al fine di verificare puntualmente le varie modiche apportate al Mes, e trovare le migliori soluzioni possibili. Il nostro obiettivo continua ad essere quello di difendere gli interessi dell'Italia in una Europa più unita». Lo scrive su Facebook la senatrice del M5s in commissione Finanze Laura Bottici.

Raduzzi: «Bene mandato a Di Maio per migliorare riforma»

«Il mandato parlamentare a Luigi Di Maio per discutere un miglioramento della riforma del Mes con il Ministro dell'Economia Gualtieri e il Presidente Conte è un'ottima notizia. Non siamo contro al Mes in quanto tale, ma gli interessi dell'Italia devono essere difesi con estrema attenzione e bisogna ragionare in una logica di pacchetto, tenendo conto anche delle altre riforme europee in discussione, a partire dal completamento dell'Unione Bancaria. Luigi Di Maio ha tutto il mio supporto in questa trattativa perché la riforma del Mes, per come è scritta oggi, presenta alcuni nodi che vanno sciolti razionalmente, senza approcci ideologici. Sono sicuro che su queste basi il dialogo interno alla maggioranza sarà proficuo». Lo afferma il deputato M5S della commissione Finanza Raphael Raduzzi.

Giarrusso: «Riforma non è blindata, superare divisioni»

«Conte ha ottenuto dei buoni risultati nelle trattative sul MES, evitando che siano dei burocrati non eletti dal popolo a decidere su come debba essere ristrutturato il debito italiano. Ma se, come sembrerebbe, ci sono misure alternative sul tavolo e il testo non è ancora blindato noi dobbiamo far luce superando le divisioni e i conflitti di partito e lavorando insieme. Solo così in Europa potremo assistere a un vero e proprio cambio di passo», così in una nota l'europarlamentare del Movimento 5 Stelle Dino Giarrusso. «Se Venezia si allaga continuamente e i ponti crollano la responsabilità è soprattutto di chi ha governato negli ultimi 30 anni e di chi ha creato un debito pubblico insostenibile a tutto vantaggio di alcuni personaggi politici. Le conseguenze degli errori dei partiti le paghiamo oggi noi quando ci presentiamo ai tavoli delle trattative in Ue ma i cittadini non devono pagare per gli errori di una classe dirigente inetta e irresponsabile.», conclude Giarrusso.