12 dicembre 2019
Aggiornato 14:30

Mes, Salvini replica a Conte: «Bugiardo o smemorato, la Lega ha sempre detto no»

Il leader della Lega: «Cosa teme? Ha forse svenduto i risparmi degli italiani? Se il Premier ha dato l'ok alla riforma del Mes già nei mesi scorsi, lo ha fatto tradendo il mandato degli italiani»

Video Agenzia Vista

ROMA - «Il signor Conte è bugiardo o smemorato. Se fosse onesto direbbe che a quei tavoli, così come a ogni dibattito pubblico, compresi quelli parlamentari, abbiamo sempre detto di no al Mes. Non è difficile da ammettere e del resto, se necessario, ci sono numerose dichiarazioni a testimonianza della contrarietà espressa da tutti i componenti della Lega, ministri compresi, su questo argomento. Cosa teme il presidente del Consiglio? Ha forse svenduto i risparmi degli italiani?» Così il leader della Lega Matteo Salvini, replicando alle parole del Premier.

Se il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha dato l'ok alla riforma del Mes già nei mesi scorsi, lo ha fatto «tradendo il mandato degli italiani», secondo Matteo Salvini. «Noi - ha ribadito Salvini - abbiamo sempre detto che eravamo contrari».

Librandi: «Salvini si occupi di danni fatti da Lega»

«Anziché preoccuparsi per la riforma del Mes, che seguiremo con l'attenzione che lui non ha mai avuto, Salvini farebbe bene a spiegare agli italiani perché ha lasciato che la solidità dei conti pubblici italiani venisse deteriorata da misure improvvide finanziare a deficit e dalle dichiarazioni e dalle iniziative di esponenti di primo piano del suo partito, come Borghi e Bagnai, che ogni giorno parlavano di uscita dall'euro. I due scienziati anti-euro ci sono costati più di Alitalia». Così Gianfranco Librandi, parlamentare di Italia Viva.

Marattin: «Su Mes da Salvini festival delle cialtronate»

Sul fondo europeo Salva-stati sta andando «in onda il festival delle cialtronate», secondo il vicepresidente dei deputati di Italia Viva, Luigi Marattin. «Su questa storia del Mes - afferma - sta andando in onda il festival delle cialtronate. Si dice che i Paesi che avranno necessità di ricorrere all'aiuto del Fondo Salva Stati dovranno obbligatoriamente ristrutturare il proprio debito (infliggendo così pesanti perdite ai sottoscrittori di quel debito) quando da nessuna parte è scritta una castroneria simile. Si dice che il Paese è stato espropriato della propria sovranità, quando il Parlamento nazionale - come sempre è accaduto - sarà chiamato a esprimersi sul nuovo Trattato. E infine, si contesta l'accordo preliminare raggiunto dal governo nel giugno scorso. Ma a contestarlo, è il vice-premier di quel governo».