26 gennaio 2020
Aggiornato 13:30
La grana Ilva

Ex Ilva, Bellanova: «Governo obblighi ArcelorMittal a trattare coi sindacati»

Il Ministro d'Italia Viva: «La priorità è tutelare 20mila posti di lavoro e centinaia di imprese dell'indotto. Una questione nazionale, non territoriale»

Il Ministro Teresa Bellanova
Il Ministro Teresa Bellanova ANSA

ROMA - «Nessuno può pensare che questa vicenda si risolve nelle aule giudiziarie: significherebbe aver già perso. Ed è bene ribadire alcune priorità: i lavoratori non si toccano, gli accordi si rispettano, il governo è garante dell'accordo sottoscritto». Lo scrive su Facebook il Ministro Teresa Bellanova.

«Il Governo è garante dell'Accordo»

«Se parliamo di lavoro - sottolinea - dobbiamo sapere che la priorità è tutelare 20mila posti, centinaia di imprese dell'indotto, tutti i siti ex Ilva e che questa è una questione nazionale, non territoriale. Lo era quando si trattava di costruire l'accordo con l'investitore, lo è a maggior ragione adesso. Se parliamo di salute e ambiente, dobbiamo sapere che l'unico modo per tutelare ambiente e salute è l'attuazione integrale del Piano Ambientale, con ambientalizzazione e bonifiche dei perimetri interno ed esterno all'ex Ilva di Taranto. Se parliamo di sistema-paese - continua Bellanova -dobbiamo sapere che è in gioco il nostro futuro industriale. L'investitore deve essere riportato assolutamente al confronto con chi ha sottoscritto l'accordo di settembre: le rappresentanze dei lavoratori. Il Governo è garante dell'Accordo, non è controparte».

«Togliere a Mittal ogni alibi»

Per Bellanova «a Mittal va tolto ogni alibi e deve essere vincolato all'attuazione integrale di quanto sottoscritto. Già dalle prossime ore bisogna assolutamente ritornare alla normalità del confronto tra le parti. L'investitore è tenuto a confrontarsi con la rappresentanza dei lavoratori ed è nostro obbligo garantire che accada. L'ho già detto nell'incontro a Palazzo Chigi con Mittal, lo ribadisco adesso».

Di Maio: «Opposizione eviti di speculare, serve unità»

All'indomani della visita a Taranto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il leader politico del M5s e ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, chiede «unità» a tutte le forze politiche perché Arcelor Mittal rispetti «i patti». «Dobbiamo essere uniti, stiamo chiedendo anche alle opposizioni di evitare di speculare su questa vicenda, e invece ci troviamo la Lega che difende la multinazionale», ha detto Di Maio ai microfoni del GR1 Rai. Il ministro degli Esteri ha quindi ribadito che «Arcelor Mittal deve rispettare i patti», precisando che «ci ha detto che licenzia 5.000 dipendenti anche con lo scudo penale» e «non esiste che un'impresa che sbaglia i conti faccia pagare le cambiali di un contratto già firmato allo Stato. Arcelor Mittal deve rispettare i patti».

Boccia a Di Maio: «Politica non è ricerca colpe»

«Lo scudo penale sarà anche un pretesto. Il problema è che è un alibi. Lo scudo penale ha comportato quello che stiamo vivendo. La politica è soluzione, non ricerca delle colpe». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, commentando le ultime dichiarazioni di Luigi Di Maio sul caso ex Ilva, a margine del Forum della Piccola Industria a Genova. «Qui - ha sottolineato Di Maio - abbiamo una questione che va affrontata con grande serietà e buon senso. Sta di fatto che lo scudo penale ha generato il vulnus che ha determinato questa situazione. Qualsiasi investitore nel Paese rispetto alla impossibilità di avere uno scudo per mettere a posto le cose, diventa comprensibile. Speriamo - ha concluso il ministro - che nei prossimi giorni prevalga il buon senso dall'una e dall'altra parte».