6 dicembre 2019
Aggiornato 15:31

Renzi: «Mittal ha scelto la chiusura di Taranto, lo scudo è un alibi che va tolto»

Il leader di Italia Viva: «Lega e M5S votino nostro emendamento». Boccia: «Mittal non è proprietaria azienda ma affittuaria». Gualtieri: «Scudo credo debba essere introdotto»

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi ANSA

ROMA - «Mittal ha scelto scientemente di fare una operazione di chiusura di Taranto. Tant'è che nel 2017 qualcuno fece notare che quel progetto era meno buono di altri». Così Matteo Renzi, leader di Italia viva, ha commentato, durante Porta a porta in onda su Rai1, la vicenda dell'ex Ilva di Taranto e la polemica sulla eliminazione dello scudo penale.

«Lo scudo l'han tolto Salvini e Di Maio ma in 37 pagine di ricorso legale di Mittal l'elemento scudo sta in una pagina. Il resto è sulla crisi dell'acciaio. Ho capito, ma tu hai un obbligo a far lavorare quelle persone». Sulla questione dello scudo, ha spiegato Renzi, «non me la sento di buttare la croce addosso a Patuanelli (che secondo l'ex premier aveva detto che per l'azienda lo scudo non rappresentava un problema, ndr). Bisogna smettere di fare gli avvocati difensori di Mittal. Abbiamo presentato un emendamento, mi auguro che la Lega lo voti e che i 5 stelle lo votino. Lo scudo - ha ribadito il leader di Iv - è un alibi che va tolto, rimaniamo per correttezza davanti agli italiani che è stato tolto da Lega e 5 stelle e che poi c'è stato un intervento non brillante della magistratura sull'altoforno 2».

Boccia: «Mittal non è proprietaria azienda ma affittuaria»

«Sulla vicenda ex Ilva sono ottimista rispetto alle leggi della Repubblica, i Mittal non sono proprietari dell'acciaieria, ma in affitto dalla Amministrazione Straordinaria che è, di fatto, la Repubblica italiana. Se un imprenditore ha in affitto per due anni un'azienda dello Stato e commette un reato, ne risponde. La cosa insopportabile è poter pensare che c'è qualcuno che si sente più forte delle leggi e gli è consentito tutto. È la prima volta che un presidente della Repubblica interviene in una vertenza industriale. Significa che si sono superati tutti i limiti ed è un monito per tutti. A.Mittal deve capire che l'Italia non è ricattabile, se lo fa risponde alle leggi dello Stato. Avevo detto nelle scorse settimane che sulle perdite i conti non quadravano e ora spero che l'azienda faccia chiarezza con i commissari e con la magistratura». Lo ha detto il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, in diretta ad Agorà su Rai tre.

Gualtieri: «Scudo credo debba essere introdotto»

L'Ilva «non chiuderà» e ArcelorMittal «deve sedersi al tavolo a negoziare, ho sempre detto che questa è la strada maestra». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, nel corso della trasmissione Otto e Mezzo su LA7. E sulla reintroduzione dello scudo penale, Gualtieri ha così risposto: «io penso che ciò deve essere fatto, nel quadro di un accordo con Mittal. Se si definirà un accordo sul futuro dell'Ilva c'è anche questa componente, che non è l'unica, si è visto che non è stata la ragione principale della crisi».

ArcelorMittal, ha spiegato, «ha vinto la gara e deve rispettare il patto industriale, noi dobbiamo sederci al tavolo con loro e lavorare seriamente per una prospettiva che dia un futuro all'Iva». «Noi lavoriamo su tutti gli scenari possibili ma è bene fare le cose in ordine - ha proseguito il ministro - noi auspichiamo una ripresa del negoziato, io auspico una ripresa del negoziato: occorre dare una soluzione industriale alla vicenda Ilva, l'Italia ha bisogno di una grande acciaieria perchè siamo un grande paese manifattueriero, è un settore strategico. L'Ilva non chiuderà».