14 novembre 2019
Aggiornato 18:00

Russiagate, il Premier Conte accusa Matteo Salvini: «Chiarisca sul caso Savoini»

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo essere stato audito al Copasir, ha fatto chiarezza, in conferenza stampa a Palazzo Chigi

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ROMA - Sulla richiesta di informazioni ricevuta dal ministro Usa Barr sul caso Russiagate «ho sempre rispettato la legge» e oggi «ho chiarito» davanti al Copasir. Adesso è Salvini che deve «chiarire cosa ci faceva con Savoini da ministro dell'Interno con le massime autorità russe». Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo essere stato sentito in audizione dal Copasir. La seduta è stata secretata. La richiesta degli Usa, ha spiegato, è stata fatta «a giugno» e «non è arrivata dal presidente Trump ma dal ministro Barr. Trump non mi ha mai parlato di questa inchiesta». Era, ha precisato, «in riferimento ad agenti dell'intelligence americani di stanza a Roma» e riguardava «le attività soprattutto nella primavera-estate 2016 e poi riguardavano anche informazioni su Mifsud, questo professore maltese».

Conte: «Ho operato nel rispetto della legge»

Con gli esponenti Usa ci sono stati due incontri nella sede dell'intelligence italiana a Piazza Dante, uno il 15 agosto e uno il 27 settembre. In quelle occasioni «è stato quindi chiarito che la nostra intelligence è estranea a questa vicenda. Abbiamo rassicurato gli interlocutori americani su questa estraneità che ci è stata riconosciuta e quindi loro non hanno elementi di segno contrario. Io non ero presente ma sono stato informato. E' stata acclarata l'estraneità della nostra intelligence». Conte ha rivendicato quindi di aver operato «sempre nel rispetto della legge» e che l'interlocuzione «è avvenuta in piena legalità e correttezza, senza ledere affatto i nostri interessi nazionali».

«Salvini chiarisca sul caso Savoini»

Conte ha chiuso con una «stoccata» a Matteo Salvini che «si ritrova a pontificare quotidianamente sulla questione Barr». «Io la verità l'ho riferita in sede istituzionale, mi sorprende come Salvini, che ha una grande responsabilità perchè era ministro dell'Interno e si è candidato a guidare il Paese, non avverta la responsabilità di chiarire questa vicenda. Qui non c'è sensibilità istituzionale: forse dovrebbe chiarire cosa ci faceva con Savoini da ministro dell'Interno con le massime autorità russe».