18 novembre 2019
Aggiornato 04:00

Di Maio avverte subito Renzi: «C'è un programma, chi lo tradisce ne risponderà»

Il leader politico dei 5 Stelle: «Non a me o al M5S ma davanti agli italiani. Con Beppe Grillo divergenza sui 20 punti ma ci vogliamo bene. Ora l'ultimo miglio»

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ROMA - Luigi Di Maio non vuole rispondere direttamente a domande sulla possibilità che il suo avversario storico, Matteo Renzi, possa interrompere, attraverso la sua influenza sui gruppi parlamentari del Pd, il cammino del nuovo governo che si sta formando. «Per me - ha detto rispondendo a una domanda sul tema nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio - c'è un programma di governo e in quel programma ci sono le persone, i cittadini, milioni di italiani che ci guardano».

«Chi tradisce il programma se ne prenderà la responsabilità»

«Qui non si tratta - ha aggiunto il leader del M5S - di far saltare, staccare la spina, tradire qualcuno. Il tradimento, per carità, può essere sentimentale, anche se ormai siamo abituati a tutto. Chi vuole tradire quel programma - ha concluso Di Maio - se ne prenderà la responsabilità, non davanti a Di Maio e al M5S ma davanti al popolo italiano».

Ora l'ultimo miglio, la squadra

«Il programma è terminato, ci sono i venti punti sui quali ho alzato un po' la voce, ora si passa alla squadra, l'ultimo miglio. Buon totoministri, io non faccio nomi e non vi dico nulla, anche perché è una competenza del presidente del Consiglio e del presidente della Repubblica e io chiedo di rispettarla. Lo chiedo anche a chi si fa avanti e si propone in queste ore. La squadra la deve mettere a punto Giuseppe Conte».

Conte è super partes, è il suo ruolo

«Nelle prossime ore conoscerete una squadra di governo con a capo come presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a cui va il mio grazie, che saluto; a cui mi lega una grande amicizia, non solo un sentimento di stima, a cui riconosco un ruolo di garante. Il suo ruolo super partes - ha sottolineato sempre a proposito di Conte - non è un modo per prendere le distanze da lui ma è la sua funzione, il suo ruolo».

Con Beppe divergenza sui 20 punti ma ci vogliamo bene

«Sicuramente con Beppe (Grillo, fondatore e garante nazionale del M5S, ndr) c'è stata una divergenza sui venti punti del programma perché per una persona che guarda avanti come lui i venti punti sono troppo poco, ma ci vogliamo bene e non c'è stata nessuna telefonata per il mio 'passo indietro' come qualcuno ha scritto. Lo ringrazio, in un momento delicato per il M5S e per l'Italia - ha aggiunto - abbiamo avuto bisogno di tutte le energie e tutti quanti ci hanno messo la faccia».

M5s garantisce stabilità dell'Italia

«Il M5S è ago della bilancia e garanzia di stabilità. Abbiamo assicurato la continuità del presidente del Consiglio, che significa che tutte quelle relazioni internazionali ed europee nate in questi 14 mesi non saranno azzerate. Lo dico anche ai network internazionali - ha aggiunto - noi siamo sempre stati visti come il nemico della stabilità ma abbiamo dimostrato che mettiamo prima gli interessi dell'Italia, poi quando possiamo ci occupiamo del M5S».

Orgoglioso del voto su Rousseau

«Questo è un governo che sta per nascere grazie all'espressione di un voto che viene dagli iscritti al M5S, oltre che dalle direzioni del Pd e dei partiti coinvolti, ma sono orgoglioso del fatto che anche un cittadino lontano da Roma 700, 800, 900 chilometri o dall'altra parte del mondo ha potuto partecipare».