21 novembre 2019
Aggiornato 11:00

Il Conte-bis torna in bilico. Ultimatum Di Maio. PD: «Inaccettabile»

A sparigiliare Silvio Berlusconi, che da una parte rilancia il centrodestra, purché non sia una somma di sovranismo e populismo, e dall'altra attacca Salvini

Il Presidente incaricato, Giuseppe Conte
Il Presidente incaricato, Giuseppe Conte ANSA

ROMA - Si complica nuovamente la gestazione del governo Conte bis. A rimettere tutto in discussione è ancora Luigi Di Maio, che al termine del colloquio con il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte è tranchant: «Non ha senso rivedere i decreti sicurezza», i punti programmatici posti dal M5s «devono entrare nel programma» del governo, «altrimenti sarà meglio tornare al voto, e aggiungo: prima possibile». Dichiarazione che provoca la reazione immediata dal Pd, affidata al vicesegretario Andrea Orlando: la conferenza stampa di Di Maio è «incomprensibile. Ha cambiato idea? Lo dica con chiarezza». Clima dunque nuovamente teso, tanto che Conte evita di rilasciare dichiarazioni al termine delle consultazioni.

Zingaretti: «Svolta necessaria»

Prima di Di Maio, a incontrare Conte era stato Nicola Zingaretti, in un colloquio decisamente più lungo: quasi un'ora e mezzo contro i 45 minuti di Di Maio. Al termine, il segretario Pd aveva ribadito la «necessità di una svolta», tanto più dopo i dati negativi sull'economia diffusi dall'Istat. E aveva chiesto la modifica dei decreti sicurezza, «almeno per i rilievi avanzati dal Capo dello Stato», e «politiche espansive» grazie allo spazio fiscale liberato dal calo significativo dello spread.

FdI e Lega senza i leader

In mattinata erano invece saliti i partiti del centrodestra, che hanno marcato anche in questa occasione significative differenze. Intanto nelle delegazioni: FdI e Lega senza i leader Giorgia Meloni e Matteo Salvini, Forza Italia ai massimi livelli con Silvio Berlusconi tornato appositamente da Milano. Gli esponenti di FdI hanno ribadito la volontà di manifestare in piazza il giorno della eventuale fiducia al governo: «Utilizzeremo tutti gli strumenti che la Costituzione ci consente per fare opposizione, in Parlamento ma anche nella piazza, perchè mobilitare le persone è un strumento di democrazia cui non intendiamo rinunciare», ha detto il capogruppo in Senato Luca Cipriani. Per la Lega, si sono recati da Conte i sottosegretari Lucia Borgonzoni e Claudio Durigon: anche loro hanno ribadito gli appuntamenti di piazza già convocati, invitando i parlamentari ad un «voto di coscienza» per votare «contro questo mercimonio».

Berlusconi attacca Salvini

A sparigiliare è stato però Silvio Berlusconi, che da una parte rilancia il centrodestra, purché non sia una somma di sovranismo e populismo, e dall'altra attacca Salvini. «Durante questa crisi di governo - dice - il fatto che la Lega abbia proposto fino all'ultimo minuto un governo con il M5s pone un problema politico molto serio sul quale tutti gli elettori di centrodestra devono riflettere».