15 settembre 2019
Aggiornato 18:00

Governo, tensioni su voto su Rousseau. Ma oggi Mattarella decide

Uno «sgarbo istituzionale» lo hanno definito i Dem e lo stesso premier Conte avrebbe appoggiato la scelta di non far svolgere le consultazioni oggi

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ROMA - Il secondo giro di consultazioni al Quirinale è in corso e si concluderà, alle 19, dopo che la delegazione M5s sarà salita al Colle, la trattativa tra Pd e M5s per la formazione di un governo va avanti anche se a fatica, il Movimento cinque stelle farà (ma più avanti) la votazione tra gli iscritti su Rousseau ma comunque finisca il Quirinale in serata trarrà le sue conclusioni. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella prenderà la sua decisione e la crisi di Ferragosto imboccherà una delle due vie possibili.

Due le opzioni in campo

Se durante i colloqui nello Studio alla Vetrata Mattarella avrà colto l'esistenza di un'intesa promettente e seria tra Pd e M5s conferirà l'incarico a un premier politico e in questo senso, al momento, il nome è quello di Giuseppe Conte. Ma se le forze politiche non raggiungeranno un accordo credibile sarà Mattarella a fare un nome e a scegliere un premier di garanzia che traghetti il Paese verso le elezioni anticipate in autunno.

Tensioni su voto su Rousseau

Sul fronte Rousseau, la piattaforma sulla quale gli iscritti M5s dovranno esprimersi sull'eventuale governo con il Pd, si sono registrate varie fibrillazioni. Come è noto una parte della base M5s e anche alcuni esponenti di punta del Movimento sono contrari a un governo con i Dem e non si fidano di loro. Ma ci sono perplessità, tra gli stessi 5S, anche sul ricorso a un referendum on line sull'intesa di governo. Uno «sgarbo istituzionale» lo hanno definito i Dem e lo stesso premier Conte avrebbe appoggiato la scelta di non far svolgere le consultazioni oggi in contemporanea con la decisione del Capo dello Stato. La consultazione, come un anno fa, dovrebbe avvenire la prossima settimana.

Patuanelli: «Incarico con riserva e poi M5s vota Rousseau»

«Il presidente incaricato dal Capo dello Stato accetterà con riserva e poi ci saranno le procedure interne dei partiti per prendere le loro decisioni e questo ciascuno lo fa liberamente decidendo come fare. Noi M5s abbiamo sempre dimostrato di collegare le nostre decisioni alla consultazione degli iscritti sulla nostra piattaforma, anche nella scelta di chi candidare. E lo voglio dirlo e ricordarlo anche a nostri stessi colleghi che hanno criticato questa volta la stessa scelta di sempre». Lo ha sottolineato il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli lasciando Montecitorio, dopo l'incontro fra le delegazioni M5s e Pd sul nuovo governo. A maggior difesa del voto su Rousseau, inoltre, Patuanelli,. Ha ricordato che «questo nostro percorso è sempre stato condiviso fra tutti» e «anche il Presidente Conte ne è sempre stato al corrente».