20 settembre 2019
Aggiornato 08:00

Calenda: «Niente voltafaccia, stop a intesa con M5s oppure esco dal PD»

L'europarlamentare del PD, Carlo Calenda: «Ma spero di rimanere con i dem». Zingaretti: «Aspettiamo che Governo cada, poi decidiamo cosa fare»

Carlo Calenda e Matteo Renzi
Carlo Calenda e Matteo Renzi ANSA

ROMA - «Come ho sempre detto, io non sarò nel Pd se si alleerà con il M5S. Vorrebbe dire che il Pd disconosce i suoi valori, non ci sarebbe nessun coerenza. Lo dissi dal primo giorno, fare un governicchio con M5S non mi interesserebbe. Uscirei dal partito per formarne un altro? Sì, ma mi auguro di poter rimanere nel Pd». Lo ha detto a Sky Tg24 Carlo Calenda, europarlamentare del PD.

Zingaretti: «Aspettiamo che Governo cada, poi decidiamo cosa fare»

«Continuo a pensare che aprire dibattiti su Governi futuri prima che quello in carica cada sia un errore. Nasconde il dato politico di fondo: l'esperienza del governo populista è fallita». Lo ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti su Facebook. Il PD, ha sostenuto il segretario, «è pronto per andare alle elezioni e proporre un'idea diversa rispetto al Paese dell'odio e in questo senso si sta organizzando. Vedremo, dopo questo fastidioso ginepraio di parole senza contenuti e senza valori, cosa accadrà martedì nel dibattito aperto dal Presidente Conte. Diciamo no a qualsiasi ipotesi di Governo pasticciato e di corto respiro. Solo nello sviluppo dell'eventuale crisi di Governo sotto la guida autorevole del Presidente Mattarella - ha sottolineato - si potranno verificare, se esistono, le condizioni numeriche e politiche di un Governo diverso con una larga base parlamentare che nasca non a tutti i costi per la paura delle urne, che non abbiamo, ma dalla reale possibilità di trasformare l'Italia, cambiare e rifondare l'Europa e ricostruire una speranza».

Portas: «Adesso è Salvini a cercare un porto sicuro»

«Nessun santo in Paradiso per Matteo Salvini che dopo aver portato rosari, madonne e crocifissi in tour elettorale si sente uomo timorato sì.. ma non da Dio. Salvini ha paura del redivivo Conte di Palazzo Chigi che affida ieri a Facebook tutto il suo rancore per l'ingratitudine del vicepremier. Per un anno l'ha lasciato giocare con porti aperti e chiusi davanti alla disperazione di uomini e donne lasciati in mare per giorni però al Ministro dell'Interno non bastava: voleva pieni poteri. Ma si sa.. chi troppo vuole? e adesso da figliol prodigo è lui ad essere in cerca di porto sicuro, magari fino al Baltico, dove dovrà imparare il mestiere di elettricista sempre se ne sia capace...». Così Giacomo Portas (Pd), leader dei moderati.

Speranza: «Cosa aspetta Salvini a dimettersi?»

«Le dimissioni sono un atto di dignità, di libertà e di coerenza. Sentimenti nobili che poco hanno a che fare con questa stagione politica. Come può ancora restare al suo posto il ministro degli Interni che ha presentato una mozione di sfiducia contro il governo? #SalviniDimettiti». Lo scrive su Twitter il segretario nazionale di Articolo Uno, Roberto Speranza.