23 agosto 2019
Aggiornato 06:30

Delrio: «Patto con i 5 Stelle? Solo se di largo respiro»

Il capogruppo del Partito Democratico alla Camera, Graziano Delrio: «Con un accordicchio di basso profilo non andremmo da nessuna parte»

Graziano Delrio, capogruppo alla Camera del Partito Democratico
Graziano Delrio, capogruppo alla Camera del Partito Democratico ANSA

ROMA - Il Pd è pronto a un patto di legislatura con M5s ma solo se di largo respiro, altrimenti è preferibile la strada del voto. Lo afferma il capogruppo dem alla Camera, Graziano Delrio, in un'intervista dal Corriere della Sera. «Io - spiega - non sono mai stato pregiudizialmente contrario a verificare convergenze programmatiche coi M5s. L'accordo mi sembra molto complicato e, se ci sarà, andrà fondato sul bene degli italiani. E non va certo fatto a tutti i costi. Bisogna partire dal lavoro. Riduzione delle tasse ai lavoratori dipendenti, salario minimo legato alla riforma della rappresentanza sindacale, parità salariale tra uomini e donne. E poi, una vera e propria agenda di transizione ecologica».

Delrio: «Non abbiamo paura del voto»

«Con un accordicchio di basso profilo non andremmo da nessuna parte. E poi, il Pd non ha certo paura di andare al voto. Quindi, o si fa un accordo di largo respiro in grado di opporre una visione diversa a quella della destra-destra oppure è meglio andare a votare», aggiunge.

«Taglio parlamentari il 22 solo teorico»

«Quanto deciso dalla conferenza dei capigruppo di calendarizzare per il 22 l'esame del provvedimento del taglio dei parlamentari è pura teoria. Se c'è la sfiducia a Conte non è possibile nessuna calendarizzazione. Se Conte non riceverà la fiducia vorrà dire che non ci sarà un governo e non ci sarà nessun calendario. Insomma da Salvini l'ennesima pagliacciata: o ritira la fiducia o non c'è il taglio dei parlamentari».

Borghi: «Ora partito serio e unito»

«Il Partito democratico ha saputo gestire questi due giorni cruciali con serietà, maturità e unità. L'identità di vedute tra i gruppi di Camera e Senato e la segreteria nazionale ha permesso il primo, importante risultato di ieri: il ministro Salvini e la Lega sono minoranza nel Parlamento della Repubblica». Lo scrive in un post su Facebook il deputato Enrico Borghi della presidenza del gruppo del Partito Democratico.

«Parola passi a Mattarella»

«Un grazie a tutti i colleghi senatori del Pd, a cominciare al capogruppo Andrea Marcucci, per il lavoro prezioso di questi due giorni. Ieri Salvini - aggiunge - ha tentato il bluff del pokerista di periferia, usando ancora una volta le istituzioni per i suoi giochi di potere, ora più ansimanti di una settimana fa. Gli è andata male, anche perché alla Camera ha trovato un Pd attento con Graziano Delrio e capace di tenere unito il fronte delle opposizioni (quelle vere!). Ora, basta con giochi tattici e scherzi sulla pelle dell'Italia: la crisi di governo si compia nelle Aule del Parlamento, e poi la parola passi al Presidente della Repubblica. Noi Democratici, come sempre, - conclude Borghi - siamo e saremo pronti a fare la nostra parte nell'interesse del Paese», conclude.