20 agosto 2019
Aggiornato 03:30

Franceschini prova a rilanciare il dialogo Pd-M5s, «fuoco di sbarramento» di Matteo Renzi

L'effetto è un maremoto: il segretario Zingaretti chiarisce che «nessun governo con il M5s è alle porte e nessun governo con il M5s è l'obiettivo del Pd». Ma all'ex Premier di Firenze non basta

L'ex Ministro Dario Franceschini
L'ex Ministro Dario Franceschini ANSA

ROMA - Il sasso nello stagno lo lancia Dario Franceschini: il Pd ragioni su un'alleanza con il M5s per «difendere insieme i valori umani e costituzionali che Salvini calpesta e violenta ogni giorno». L'effetto è un maremoto: il segretario Dem chiarisce che «nessun governo con il M5s è alle porte e nessun governo con il M5s è l'obiettivo del Pd. Questo anche Franceschini lo dice in modo chiarissimo». Ma a Matteo Renzi non basta e interviene con un lungo post su Facebook per ribadire che se qualcuno ragiona di un'intesa con i Cinque Stelle, lo farà «senza di me», perché di valori in comune con i grillini l'ex premier non ne vede neanche l'ombra.

Il «ragionamento» di Franceschini

L'intervista di Franceschini al Corriere scuote dunque ancora una volta gli equilibri interni ai Dem. L'ex ministro fa partire il suo ragionamento dalla constatazione del «deterioramento inarrestabile» della maggioranza M5s-Lega, proponendo che il Pd si faccia «parte attiva» per arrivare rapidamente alla crisi di governo e dunque «dissaldare» il blocco giallo-verde che si è costituito dopo il 4 marzo. Anche a causa - secondo Franceschini - della «strategia del pop corn» voluta da Matteo Renzi, che a suo dire ha avuto esiti fallimentari. E dunque, pur vedendo «i limiti enormi» del Movimento, Franceschini sottolinea anche le «differenze» tra loro e la Lega, o anche ad esempio tra «Conte e Salvini». Richiamando l'arco costituzionale del periodo della guerra fredda, auspica dunque che «si lavori per cercare di costruire, e so quanto sarà difficile e faticoso, un arco di forze che, anche se non governano insieme, sono pronte a difendere insieme i valori umani e costituzionali che Salvini calpesta e violenta ogni giorno».

Zingaretti: «Evitare tempeste in un bicchiere d'acqua»

Zingaretti prova subito a gettare acqua sul fuoco: sottolinea la precisazione che lo stesso Franceschini fa di un'alleanza non di governo, e poi invita a «evitare tempeste nel bicchiere», a concentrarsi sul ruolo di opposizione e a «combattere per il nostro Paese perché ci vogliono distrarre dai loro disastri e da una agenda che anche questa settimana è molto pericolosa». Per poi ricordare che è in corso «un attacco contro di noi senza precedenti, sulla base di indecenti campagne social, soprattutto da parte dei 5 Stelle».

La dura replica di Matteo Renzi

Ma la tempesta si scatena lo stesso, con un lungo post di Matteo Renzi che prima invita il Pd a «fare opposizione al governo, non a me», e poi replica su tre punti alla proposta di Franceschini. In primo luogo accusa il suo ex ministro di «analisi rozza» quando riconduce al #senzadime la saldatura dell'alleanza Lega-M5s: «Sicuramente è comodo considerarmi l'alibi ma io non sono più la guida del Pd da più di un anno». Poi sul piano politico sottolinea tutte le distanze, per lui insormontabili, tra il Pd e il M5s: « Non ho valori comuni con i Cinque Stelle. Sul lavoro, sul giustizialismo, sui vaccini, sulle infrastrutture, scuola, riforme, immigrazione, Europa, diritti civili e potrei continuare a lungo, vedo un abisso di differenze tra loro e noi. O perlomeno tra loro e me». Fino al fatto che «non sono un movimento democratico». E poi, terzo punto, la tattica: «Mi domando che gusto ci sia ad aprire ai Cinque Stelle per ricevere il giorno dopo da Di Maio la risposta: 'Non ci accordiamo col Partito di Bibbiano'. Ma che senso ha? Che gusto c'è? Franceschini si sforza di offrirmi un trattato di tattica parlamentare e di saggezza politica, ma il godimento nel prendere schiaffi, addirittura da uno come Di Maio, non si chiama politica, si chiama masochismo».

Rompere l'asse M5s-Lega

A seguire, una teoria di interventi di esponenti renziani, tutti sulla stessa falsariga. In serata, arrivano le repliche di AreaDem, la componente che a Franceschini fa riferimento, che insistono con la necessità di rompere l'asse M5s-Lega. D'accordo - da esterno al Pd - anche Roberto Speranza, mentre tra i Dem c'è il sostegno di Francesco Boccia: «Franceschini ha detto cose di buon senso che condivido».