18 ottobre 2019
Aggiornato 13:00

Renzi a Zingaretti: «Non mi occupo del PD, ma mozione contro Salvini doverosa»

Lo sostiene Matteo Renzi, che in un'intervista al Corriere della Sera difende l'iniziativa di Maria Elena Boschi criticata dalla maggioranza del Partito Democratico: «Noi facevamo le riforme, Di Maio e Salvini i dispetti»

Matteo Renzi e Maria Elena Boschi
Matteo Renzi e Maria Elena Boschi ANSA

ROMA - Del Partito Democratico «non mi occupo più», e il segretario Nicola Zingaretti dovrebbe «occuparsi dell'altro Matteo, non di me. Non ho conti da regolare sul passato: i conti sul passato li ha regolati l'Istat quando ha mostrato che con le nostre leggi di bilancio l'Italia è cresciuta». Lo sostiene Matteo Renzi, che in un'intervista al Corriere della Sera difende l'iniziativa di Maria Elena Boschi criticata dalla maggioranza Dem.

Diritto e dovere di fare una mozione di sfiducia

«Credo che se il ministro dell'Interno va in delegazione a Mosca con gente che chiede rubli ai russi e poi si rifiuta di venire in Parlamento l'opposizione abbia il dovere - non il diritto - di fare una mozione di sfiducia». E prosegue: «Aver perso l'attimo per formalizzare la sfiducia, a me è sembrato stravagante». A chi dice: 'così si compattano', Renzi risponde che «non capisce che Lega e Cinque Stelle si compattano per le poltrone non per noi». Che poi il Pd nazionale sfiduci Faraone e non Salvini «è un errore. Ma io conosco Davide Faraone, so che è una roccia e che continueremo a lavorare insieme».

Noi facevamo le riforme, Di Maio e Salvini i dispetti

Quanto alla situazione politica, «più che una crisi di governo sembra una crisi di nervi», dice Renzi. I due vicepremier «hanno preso in ostaggio un Paese con le loro bizze adolescenziali. Noi facevamo le riforme, questi si fanno i dispetti».

Zingaretti: Di Maio e Salvini non ci distraggono

«Il gatto e la volpe Di Maio e Salvini oggi hanno lanciato svariate bombe di distrazione di massa. Molte delle quali veramente indecenti. Ma non si illudano il PD non si fa distrarre». Lo ha scritto su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti. «Il tema è sapere i legami della Lega con Putin e il fallimento di un Governo che si è impantanato e non produce più nulla per i cittadini. Mollate le poltrone. Governo a casa e la parola agli Italiani».

Calenda: Errore mozione contro Salvini, ricompatta M5s-Lega

La mozione di sfiducia contro il ministro dell'Interno Matteo Salvini presentata da Maria Elena Boschi «mi sembra un ottimo modo per ricompattare Lega e M5s. Non diamo loro pretesti per tornare insieme». È l'opinione di Carlo Calenda, ex ministro e ora europarlamentare del Pd, che in un'intervista alla Stampa spiega: «Aspettiamo almeno di sentire cosa dirà il premier al Senato».

Il Governo non regge

Secondo Calenda, l'opposizione ha bisogno di un piano forte e il segretario del Pd, Nicola Zingaretti lo ha annunciato, «ma non possiamo aspettare novembre». Il dialogo Pd-M5s, poi, «è stato escluso da tutti, è un argomento chiuso prima delle elezioni», chiarisce Calenda, a giudizio del quale in caso di crisi «non mi sembra che il Presidente della Repubblica sia orientato» verso il tentativo di formare un nuovo governo «ma piuttosto alle elezioni». E aggiunge: «Certo però se non si allarga il fronte antisovranista e il bacino di voti del centrosinistra, allora il rischio è che prevalga la linea del dialogo col M5s dopo il voto. E sarebbe una catastrofe». Secondo Calenda, la crisi è alle porte: «Il governo non regge. Hanno perso il controllo del Paese. Non c'è tempo da perdere».