22 settembre 2020
Aggiornato 02:30
Politiche europee

Renato Brunetta «esalta» San Draghi: «Senza di lui saremmo in un mare di guai»

Il responsabile economico di Forza Italia: «Siamo un grande Paese con un cattivo governo, un cattivo governo sovranista che ha sbagliato politica economica, ormai lo dicono tutti».

ROMA - «L'Italia è un grande Paese che in questo momento ha un cattivo governo, un cattivo governo sovranista che ha sbagliato politica economica, ormai lo dicono tutti. E se non ci fosse San Draghi, o super Mario Draghi, che con la Bce governa ancora i mercati e ha fatto scendere lo spread, saremmo in un mare di guai». Così Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, di Rai Radio1 all'interno di «Radio1 In Viva Voce».

Da governo disastri senza precedenti

«Sulla questione del debito pubblico, il Governo giallo-verde, in un solo anno, ha fatto un disastro senza precedenti. Ieri, la Banca d'Italia ha certificato infatti il nuovo record storico del nostro debito, che nel solo mese di aprile è aumentato di 14,8 miliardi rispetto a marzo, con il debito totale che è risultato pari a 2.373,3 miliardi».

Aumentano le spese

«Per far capire i danni che questo Esecutivo di buoni a nulla sta compiendo ai danni del bilancio dello Stato - aggiunge - e, di conseguenza, degli italiani, è sufficiente osservare il saldo negativo cumulato tra entrate e spese, che ad aprile è stato pari a -53,6 miliardi di euro, quasi 10 miliardi in più rispetto al passivo totale registrato nell'intero 2018, pari a 45,6 miliardi. In altre parole, nei primi 4 mesi del 2019 il Governo si è indebitato per 10 miliardi in più di quanto si era indebitato nell'intero anno scorso. Negli ultimi tre mesi, il Tesoro non ha registrato neanche un mese in attivo e questo è niente, pensando alle emissioni che dovranno ancora essere fatte nel resto dell'anno».

Borghi offende Tria e l'Europa, ridicolo

«L'onorevole Borghi, presidente della Commissione Bilancio della Camera, è da qualche giorno impegnato in una sua personalissima campagna denigratoria tecnico-ideologico-politica contro la Commissione Europea. Usando i toni tipici e inaccettabili ai quali oramai, diciamo purtroppo, ci ha abituati, fatti di violenza, improntitudine, incompetenza e spudoratezza, l'economista di punta del Carroccio è oggi salito in 'cattedra', offendendo prima i commissari europei, e poi attaccando di nuovo il bravo ministro Tria, che a suo dire 'non ha capito cosa sono i minibot, ecco perché dice che sono illegali', dimenticandosi che chi l'ha dichiarato per primo è stato Mario Draghi, contro il quale però si è guardato bene dall'usare parole offensive».

Degrado «verbale»

«Rimane il rammarico di vedere il degrado, anche verbale, al quale la politica di questo Governo è scesa, ormai priva di qualsiasi forma di rispetto nei confronti sia degli avversari politici, che degli esponenti di altri Stati e delle istituzioni europee. C'è solo da sperare - conclude Brunetta - che i leader europei dell'Unione capiscano il soggetto e non usino come pretesto le sue parole per reagire ancor più duramente del necessario contro il nostro Paese, che è sempre stato culla del dialogo e dell'europeismo».