23 luglio 2019
Aggiornato 04:30

Renato Brunetta «esalta» San Draghi: «Senza di lui saremmo in un mare di guai»

Il responsabile economico di Forza Italia: «Siamo un grande Paese con un cattivo governo, un cattivo governo sovranista che ha sbagliato politica economica, ormai lo dicono tutti».

Il Presidente della BCE, Mario Draghi
Il Presidente della BCE, Mario Draghi ANSA/EPA

ROMA - «L'Italia è un grande Paese che in questo momento ha un cattivo governo, un cattivo governo sovranista che ha sbagliato politica economica, ormai lo dicono tutti. E se non ci fosse San Draghi, o super Mario Draghi, che con la Bce governa ancora i mercati e ha fatto scendere lo spread, saremmo in un mare di guai». Così Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, di Rai Radio1 all'interno di «Radio1 In Viva Voce».

Da governo disastri senza precedenti

«Sulla questione del debito pubblico, il Governo giallo-verde, in un solo anno, ha fatto un disastro senza precedenti. Ieri, la Banca d'Italia ha certificato infatti il nuovo record storico del nostro debito, che nel solo mese di aprile è aumentato di 14,8 miliardi rispetto a marzo, con il debito totale che è risultato pari a 2.373,3 miliardi».

Aumentano le spese

«Per far capire i danni che questo Esecutivo di buoni a nulla sta compiendo ai danni del bilancio dello Stato - aggiunge - e, di conseguenza, degli italiani, è sufficiente osservare il saldo negativo cumulato tra entrate e spese, che ad aprile è stato pari a -53,6 miliardi di euro, quasi 10 miliardi in più rispetto al passivo totale registrato nell'intero 2018, pari a 45,6 miliardi. In altre parole, nei primi 4 mesi del 2019 il Governo si è indebitato per 10 miliardi in più di quanto si era indebitato nell'intero anno scorso. Negli ultimi tre mesi, il Tesoro non ha registrato neanche un mese in attivo e questo è niente, pensando alle emissioni che dovranno ancora essere fatte nel resto dell'anno».

Borghi offende Tria e l'Europa, ridicolo

«L'onorevole Borghi, presidente della Commissione Bilancio della Camera, è da qualche giorno impegnato in una sua personalissima campagna denigratoria tecnico-ideologico-politica contro la Commissione Europea. Usando i toni tipici e inaccettabili ai quali oramai, diciamo purtroppo, ci ha abituati, fatti di violenza, improntitudine, incompetenza e spudoratezza, l'economista di punta del Carroccio è oggi salito in 'cattedra', offendendo prima i commissari europei, e poi attaccando di nuovo il bravo ministro Tria, che a suo dire 'non ha capito cosa sono i minibot, ecco perché dice che sono illegali', dimenticandosi che chi l'ha dichiarato per primo è stato Mario Draghi, contro il quale però si è guardato bene dall'usare parole offensive».

Degrado «verbale»

«Rimane il rammarico di vedere il degrado, anche verbale, al quale la politica di questo Governo è scesa, ormai priva di qualsiasi forma di rispetto nei confronti sia degli avversari politici, che degli esponenti di altri Stati e delle istituzioni europee. C'è solo da sperare - conclude Brunetta - che i leader europei dell'Unione capiscano il soggetto e non usino come pretesto le sue parole per reagire ancor più duramente del necessario contro il nostro Paese, che è sempre stato culla del dialogo e dell'europeismo».