22 aprile 2019
Aggiornato 12:00
Crisi Italia-Francia

Paolo Gentiloni è «preoccupato»: Governo litiga su tutto mentre l'economia si ferma

L'ex premier Paolo Gentiloni, in visita negli Usa, commenta così, in un'intervista a La Stampa, lo scontro tra Roma e Parigi: «I movimenti nazional populisti hanno bisogno del nemico»

L'ex Premier, Paolo Gentiloni
L'ex Premier, Paolo Gentiloni ( ANSA )

ROMA - «I movimenti nazional populisti hanno bisogno del nemico, ma è ridicolo individuarlo in un paese vicino come la Francia, con cui abbiamo interessi convergenti economici e politici». L'ex premier Paolo Gentiloni, in visita negli Usa, commenta così, in un'intervista a La Stampa, lo scontro tra Roma e Parigi.

Preoccupato per i dati economici

«Se Di Maio non fa il vice premier per gioco, è singolare che vada in un paese amico, e invece di incontrare le autorità, veda gruppi che manifestano in maniera anche violenta contro queste autorità», osserva Gentiloni che a proposito della linea del nostro governo aggiunge: «Mi preoccupa un governo che litiga su tutto e con tutti, mentre l'economia si ferma».

L'agenda dei progressisti

Con quale agenda i progressisti possono battere i populisti? «In passato abbiamo commesso l'errore di isolare la crescita, come se il pil fosse sufficiente - risponde l'ex premier -. Ma la crescita deve significare anche sostenibilità sociale e ambientale. Gli obiettivi principali sono quattro. Primo, rilanciare l'innovazione, in particolare digitale, la robotica, l'intelligenza artificiale, e tutto ciò che rende competitive le nostre imprese. Secondo, le infrastrutture. Terzo, la green economy, per i rischi che corriamo con i cambiamenti climatici, e le straordinarie occasioni che offre. Quarto, la dimensione qualitativa del lavoro. La globalizzazione divarica sempre più i livelli alti e bassi del lavoro. A questo non si può reagire costringendo l'economia del futuro nelle regole degli anni Settanta, ma rendendo più competitivo il nostro sistema».

Costruire un nuovo sistema per l'immigrazione legale

Quanto all'immigrazione tema centrale per Salvini Gentiloni dice: «Abbiamo portato in dote a questo governo una drastica riduzione dei flussi. Era l'occasione per costruire un nuovo sistema per l'immigrazione legale, e utile alla nostra economia. Invece chiudiamo i porti, come se non esistesse. Così si accende una miccia con effetti di radicalizzazione che finora si erano manifestati da noi in modo più limitato che in altri paesi europei. Questa non è un'Italia più sicura, ma in cerca di guai».