22 maggio 2019
Aggiornato 23:30
Centrosinistra

Carlo Calenda «da i numeri»: «Siamo Europei» può fare il 30%

L'ex Ministro: «La lista unitaria non sia allargamento del Partito Democratico ma punto di riferimento per il centrosinistra. Salvini? Non sa come mantenere promesse e usa SeaWatch»

L'ex Ministro Carlo Calenda
L'ex Ministro Carlo Calenda ( ANSA )

ROMA - Al manifesto «Siamo Europei» «hanno aderito finora 140.000 persone, impegnati e militanti». I sondaggi su una eventuale lista unitaria «sono già positivi, ma mi auguro che il nostro valore possa continuare a crescere. L'inizio è promettente, possiamo arrivare sopra al trenta percento». Lo ha detto il promotore dell'iniziativa, l'ex ministro Carlo Calenda, ai microfoni di Radio2.

Punto di riferimento per il centrosinistra

«Tantissimi italiani cercano un punto di riferimento che sia costruttivo e concreto, in grado di difendere in Europa l'interesse dell'Italia senza finire a fare i lacchè di Polonia e Ungheria. È un momento particolare, chi crede nel programma che abbiamo scritto deve avere il coraggio di schierarsi. Questo movimento non deve essere un allargamento del Pd, ma un riferimento per i tanti elettori moderati, di centrosinistra e di sinistra, che ritengono che l'Italia rischi», ha spiegato Calenda.

Salvini non sa come mantenere promesse e usa SeaWatch

«La vicenda della Sea Watch "non ha niente a che fare con le politiche sull'immigrazione. Salvini prometteva di espellere 600.000 immigrati irregolari, ora non sa come fare. Tutto questo caos su navi che trasportano qualche decina di disperati vittime di naufragi è una fesseria». Per Calenda «c'è da chiarire che chi dice di aprire i confini a chiunque è un pazzo. L'Africa nei prossimi 30 anni aumenta di un miliardo e duecento milioni di persone. I confini di un Paese sono sacri, bisogna controllarli, ma questo non ha niente a che fare col soccorrere chi è vittima di un naufragio».

Gli «errori» della Sinistra

«Sul tema immigrazione la sinistra negli ultimi decenni ha fatto un grande errore di comunicazione. L'idea di dire che l'accoglienza debba funzionare sempre e per tutti è completamente priva di fondamento. La Nigeria diventerà grande come tutta l'Unione Europea. Non possiamo trasferire la Nigeria in Italia. Il nostro Governo ha fatto anche politiche dure per combattere gli sbarchi, che infatti avevamo ridotto dell'85%. C'erano decine di migliaia di persone pronte a salpare dalla Libia. Cosa avremmo dovuto fare? Ma certi discorsi non hanno niente a che fare con la Sea Watch e lo spettacolo indecoroso montato da Salvini per nascondere le sue promesse mancate».