7 aprile 2020
Aggiornato 20:00
Previdenza

Romano Prodi e il Governo «sciagurato»: Affronta il tema delle pensioni pensando solo all'oggi

L'ex Presidente del Consiglio: «Pensando a breve termine il sistema democratico è reputato incapace». Maurizio Martina: «Quota 100 così è iniqua»

L'ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi
L'ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi ANSA

BOLOGNA - «Se si affronta il problema delle pensioni pensando solo all'oggi siamo degli sciagurati». Lo ha detto l'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, in occasione della presentazione a Bologna del libro del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, in occasione «Anni difficili. Dalla crisi finanziaria alle nuove sfide per l'economia»«Il pensare a breve termine, cioè il pensare alle elezioni successive - ha aggiunto nel suo intervento Prodi - ha fatto in modo che il sistema democratico venisse reputato di essere incapace di affrontare i grandi problemi».

Il paese deve vivere a lungo

«La finanziaria di oggi guarda a breve termine e cerca di accontentare a breve termine - ha detto Prodi riferendo alla manovra appena varata dal governo Conte -. Ma il Paese deve vivere a lungo». Questo «problema non è solo italiano, ma dei sistemi democratici in generale». Infatti «tutti i politici pensano alle elezioni, mentre i problemi da affrontare sono le pensioni, la scuola e la sanità, cose che danno frutto dopo cinque anni se non dopo dieci».

Desiderio di autorità

Questo, secondo l'ex premier «sta facendo perdere alla democrazia autorità in tutto il mondo e spinge al desiderio di autorità, che è la nuova caratteristica del mondo negli ultimi due anni, dalle Filippine alla Cina, dalla Russia al Pakistan, dall'Iran alla Turchia, dall'Ungheria alla Polonia e all'Italia fino agli stessi Stati Uniti e al Brasile: in tutto il mondo permane questo desiderio di delega. Questo è il vero dramma delle nostre democrazie: se non poniamo rimedi sarà difficile perché i problemi sono di lungo termine».

Quota 100, Martina: «Così è iniqua»

«Quota 100 cosi è iniqua. Rimane il vincolo dei 38 anni di contributi e si lasciano fuori migliaia di lavoratori: dall'agricoltura all'edilizia alle piccole imprese. Per non parlare dei giovani». Lo ha scritto su Twitter il candidato alla segretaria del Pd Maurizio Martina.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal