22 settembre 2019
Aggiornato 22:30

Romano Prodi e il Governo «sciagurato»: Affronta il tema delle pensioni pensando solo all'oggi

L'ex Presidente del Consiglio: «Pensando a breve termine il sistema democratico è reputato incapace». Maurizio Martina: «Quota 100 così è iniqua»

L'ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi
L'ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi ANSA

BOLOGNA - «Se si affronta il problema delle pensioni pensando solo all'oggi siamo degli sciagurati». Lo ha detto l'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, in occasione della presentazione a Bologna del libro del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, in occasione «Anni difficili. Dalla crisi finanziaria alle nuove sfide per l'economia»«Il pensare a breve termine, cioè il pensare alle elezioni successive - ha aggiunto nel suo intervento Prodi - ha fatto in modo che il sistema democratico venisse reputato di essere incapace di affrontare i grandi problemi».

Il paese deve vivere a lungo

«La finanziaria di oggi guarda a breve termine e cerca di accontentare a breve termine - ha detto Prodi riferendo alla manovra appena varata dal governo Conte -. Ma il Paese deve vivere a lungo». Questo «problema non è solo italiano, ma dei sistemi democratici in generale». Infatti «tutti i politici pensano alle elezioni, mentre i problemi da affrontare sono le pensioni, la scuola e la sanità, cose che danno frutto dopo cinque anni se non dopo dieci».

Desiderio di autorità

Questo, secondo l'ex premier «sta facendo perdere alla democrazia autorità in tutto il mondo e spinge al desiderio di autorità, che è la nuova caratteristica del mondo negli ultimi due anni, dalle Filippine alla Cina, dalla Russia al Pakistan, dall'Iran alla Turchia, dall'Ungheria alla Polonia e all'Italia fino agli stessi Stati Uniti e al Brasile: in tutto il mondo permane questo desiderio di delega. Questo è il vero dramma delle nostre democrazie: se non poniamo rimedi sarà difficile perché i problemi sono di lungo termine».

Quota 100, Martina: «Così è iniqua»

«Quota 100 cosi è iniqua. Rimane il vincolo dei 38 anni di contributi e si lasciano fuori migliaia di lavoratori: dall'agricoltura all'edilizia alle piccole imprese. Per non parlare dei giovani». Lo ha scritto su Twitter il candidato alla segretaria del Pd Maurizio Martina.