8 aprile 2020
Aggiornato 04:31
Previdenza

Cesare Damiano: «Quota 100? E' ora di finirla di tradire patti che lo Stato stipula coi cittadini»

Il dirigente del Partito Democratico: «Così come sarebbe inaccettabile scambiare l'anticipo pensionistico, attraverso la flessibilità, con il ricalcolo contributivo dell'assegno previdenziale»

Cesare Damiano, dirigente del PD
Cesare Damiano, dirigente del PD ANSA

ROMA - «E' difficile pensare che una vera riforma delle pensioni che superi la legge Monti-Fornero e adotti una flessibilità strutturale per l'uscita dal lavoro possa costare meno di Quota 100, come richiede e sostiene Marco Leonardi, tecnico del Governo». Lo ha dichiarato in una nota Cesare Damiano, dirigente del Partito democratico.

«Ai tempi dell'Inps, con presidente Boeri - ha continuato - l'istituto stimava il solo costo di Quota 41 in 8 miliardi e 2,5 miliardi per prolungare Opzione Donna. E' vero che successivamente, con il Governo gialloverde, le stime dei costi sono diventate più ragionevoli, ma difficilmente si può far stare un elefante in una 500 della Fiat. Inoltre, allarma il fatto che si ipotizzi la fine anticipata, un anno prima, di Quota 100. E' ora di finirla di tradire i patti che lo Stato stipula con i cittadini, indipendentemente dal Governo in carica. Altrimenti, andare in pensione diventa una lotteria».

«Così come sarebbe inaccettabile scambiare l'anticipo pensionistico, attraverso la flessibilità, con il ricalcolo contributivo dell'assegno previdenziale. Alla vigilia del confronto tra Governo e sindacati qualche paletto va messo, altrimenti si va a sbattere», ha concluso Damiano.

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