14 novembre 2019
Aggiornato 21:30

Romano Prodi «corregge» i dati di Bankitalia: «Le stime sul Pil sono un po' ottimiste. Spero di sbagliare»

Lo ha detto l'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, in occasione della presentazione a Bologna del libro del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco: «Auspico cambi in fretta, ma il quadro politico deve essere chiaro»

L'ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi
L'ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi ANSA

BOLOGNA - Le stime di Bankitalia sul Pil sono «un pochino ottimiste»: l'incertezza economica e politica e gli interventi internazionali fanno «rallentare gli investimenti e i consumi» perché «non si ha fiducia sul futuro». In ogni caso «spero» che questa situazione «cambi in fretta», anche se serve un «chiaro quadro politico e delle decisioni economiche». Lo ha detto l'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, in occasione della presentazione a Bologna del libro del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco «Anni difficili. Dalla crisi finanziaria alle nuove sfide per l'economia».

I dati di Prodi

«I dati di oggi mi fanno spingere a pensare che Banca d'Italia sia giustamente un pochino ottimista», anche se «poi viene attaccata come sabotatrice del sistema - ha detto Prodi -. Spero di sbagliarmi, ma i dati» parlano di un «0,5» di crescita del Pil «più che 0,6; spero di sbagliarmi».

Cattivo andamento dei consumi

Su questo «incidono da un lato gli interventi internazionali» e «dall'altro il periodo di incertezza». Infatti «la diminuzione più forte - ha spiegato Prodi - è stata quella degli investimenti: è ovvio che gli investitori di fronte all'incertezza o rallentano l'investimento in corso o rinviano la decisione di investimento. Ma accanto a questo c'è un cattivo andamento dei consumi anche se c'è un aumento del risparmio, la gente non ha soldi e non spende neanche quei pochi soldi che ha, questo significa non avere fiducia sul futuro, allora il tasso di crescita si mantiene sotto il livello degli altri paesi».

Serve un quadro politico chiaro

«Mi auguro e spero che questo cambi in fretta - ha aggiunto il professore -. Non ho un ruolo politico, prendo i dati e dico quello che emerge e poi spero di sbagliarmi. Dobbiamo riacquistare la fiducia, ma la fiducia si ha quando il quadro politico e quello delle decisioni economiche è chiaro. Lo si può anche contrastare, ma deve essere chiaro».