9 dicembre 2019
Aggiornato 18:30

«I 170 morti sono colpa di Bruxelles e della guerra alla Libia voluta da Sarkozy»

Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, nel corso di un'intervista a Radio Anch'io: «Non è colpa mia nè dell'Italia. Felice se si va alle cause del problema migratorio»

Danilo Toninelli, Ministro dei Trasporti
Danilo Toninelli, Ministro dei Trasporti ANSA

ROMA - «Ci sono stati 170 morti nel SAR libico. Non è colpa mia non è colpa dell'Italia. Se vogliamo dare alcune colpe è colpa dell'Unione europea che non è intervenuta ad aiutare il paese libico ma anzi lo ha destabilizzato». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, nel corso di un'intervista a Radio Anch'io su Radio 1. «Se vogliamo iniziare a dare le colpe, la colpa è di una criminalità organizzata dei trafficanti di morte che partono dalla Libia - ha aggiunto - E che partono dalla Libia a causa di un paese completamente destabilizzato da una guerra fatta principalmente su iniziativa di Sarkozy».

«Felice se si va alle cause del problema migratorio»

«Se serviva un incidente diplomatico per andare finalmente alle cause del problema migratorio ne sono ben felice. Ricordiamo che la Francia non è un nemico dell'Italia - ha aggiunto - però la Francia nelle parole di Macron e di un suo portavoce definì l'Italia paese populista come la lebbra e il suo portavoce ci definì vomitevoli sull'immigrazione. Noi oggi vogliamo insieme alla Francia risolvere all'origine un problema migratorio che è nato dalla destabilizzazione economica interna anche causata dalla Francia. Lo vogliamo dire? Se non lo vogliamo dire nascondiamo il problema».

«Libia destabilizzata per una guerra economica»

«Sappiamo perfettamente cosa vuol dire avere una moneta stampata da altri - ha proseguito Toninelli - Significa avere meno libertà e meno margini di sviluppo. E non è facile uscire da un sistema monetario dove la moneta la stampa un altro paese. E non sto parlando dell'euro». Il Ministro tiene infine a sottolineare che «la Libia è un paese che aveva effettivamente dei problemi anche con Gheddafi ma che è stato destabilizzato per una guerra economica fatta non per aiutare la Libia ma perchè aveva alla base un indirizzo di natura economica voluto dalla Francia e al quale purtroppo i governanti italiani di allora si sono inginocchiati».

«Pronte le motovedette per Tripoli, ridurranno sbarchi»

«Le motovedette che erano state assegnate alla Libia con un mio decreto del luglio scorso sono state rimesse in efficienza e poco prima di Natale è stato ultimato il periodo di formazione dei loro equipaggi. In più sono in via di completamento tutte le altre procedure e sta per essere firmata un'intesa con le autorità di Tripoli. Dunque, entro poche settimane i mezzi saranno concretamente a loro disposizione e questo significherà ancora meno partenze e meno morti nel Mediterraneo»«Dal primo gennaio i migranti sbarcati in Italia sono meno di 200, lo scorso anno, nello stesso periodo, erano oltre 2700. Meno barconi partono e sempre meno morti avremo in mare. Dobbiamo lavorare per azzerare questo dato», ha aggiunto il ministro.