18 maggio 2021
Aggiornato 06:30
L'intervista

Del Papa: «Draghi mediocre, Speranza peggior ministro della storia d'Italia»

Il giornalista e scrittore Max Del Papa analizza al DiariodelWeb.it gli effetti della pandemia e della sua gestione sanitaria e politica da parte del governo italiano

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi con il Ministro Roberto Speranza durante una conferenza stampa
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi con il Ministro Roberto Speranza durante una conferenza stampa ANSA

La strategia di gestione della pandemia in Italia non è stata solo fallimentare, come dimostrano i risultati sanitari ed economici, ma frutto di un preciso disegno politico. È l'opinione di Max Del Papa, giornalista e scrittore, che ai microfoni del DiariodelWeb.it ha analizzato questi quattordici mesi di coronavirus e l'impatto che hanno avuto sulla realtà produttiva e sociale del nostro Paese.

Max Del Papa, c'è stato un cambio di governo di mezzo, ma la strategia contro la pandemia sembra rimasta la stessa: appena i contagi salgono, tutti a casa.
Io non mi ero mai illuso. Mi dispiace che ci siano molti che non hanno capito all'inizio e che, ancora oggi, fanno di tutto per esaltarlo e difenderlo. Personalmente, considero Draghi un mediocre. Che in testa ha i soldi e le slide, come tutti i tecnici, ma non certo una visione.

Si preoccupa della tenuta del mercato finanziario e poco del bene degli italiani?
Sì. Ora dicono che difende l'Italia, ma è un prodotto dell'Unione europea, quindi vuole più Europa. Mi sembra mentalmente molto limitato. Infatti sta facendo la stessa cosa che ha fatto Conte per un anno, cioè chiudere tutto. E ammazzare tutto. Non capisco perché non lo si possa dire: è un dato di fatto. Se poi bisogna tenere su Draghi per tenere su la Lega, nel senso che ogni minima concessione è merito di Salvini, allora buona fortuna a loro. Ma non mi pare facciano un grande servizio.

Il lockdown ha funzionato?
L'Italia è stata il Paese più sottoposto a lockdown del mondo. Ma, se si guardano i grafici dell'evoluzione della pandemia, si scopre che non c'è stata una sostanziale differenza rispetto agli altri Paesi. Senonché l'Italia, in proporzione, ha un numero di morti e un indice di diffusione più alto. E ha perso di più in livelli occupazionali e retributivi. Questa chiusura ostinata è demenziale. Per non parlare di Speranza, che nel suo libercolo scrive che bisogna chiudere per instaurare un nuovo gramscismo, una nuova egemonia di sinistra. Io, nel mio piccolo, ho sempre sostenuto che il lockdown non fosse sanitario, ma politico. Bisognava creare un blocco di potere, consolidarlo, allontanare le elezioni, inglobare forzatamente il più possibile anche Salvini.

A proposito di Speranza, ora è stato oggetto di una mozione di sfiducia. Come andrà a finire?
Io sono convinto che lui sia già sotto la lente d'ingrandimento della magistratura, almeno a livello conoscitivo, anche se non lo dicono. D'altra parte è una prassi giudiziaria: sono indagati tutti quelli intorno a lui.

Lo dice perché ha delle notizie in merito o è una sua ipotesi?
Diciamo che è una mia ipotesi. Se lui se ne andrà, se ne andrà per questo. Invece non avrebbe mai dovuto essere nominato e poi nemmeno riconfermato, perché è una vergogna. È il ministro più disastroso, incapace, grottesco, incredibile di tutta la storia patria, dal 1961. Anche se ha dietro sponsor potenti come D'Alema, Bersani, Mattarella, la Cina.

Adesso, a fianco del chiusurismo, si sta facendo strada un altro pensiero unico: quello del vaccinismo.
Io non sono contro i vaccini per principio. Quello che mi dà fastidio è l'idolatria. Se non sei per il vaccino sei un maiale, un negazionista. Come per i tamponi e per le mascherine: peccato che poi sia venuto fuori che questo è tutto un grande affare, ancora opaco, sul quale sta indagando la magistratura.

Insomma, chi adotta una posizione critica ha qualche ragione.
Se i vaccini vengono presi con diffidenza e con paura non è perché la gente è diventata scema. Ma perché non si sa ancora bene di cosa si tratti. Purtroppo gli scienziati, che dovevano rassicurare, non sono credibili: sono dei ciarlatani che agiscono in funzione della politica, per fare carriera. Cambiano posizione continuamente, si sono contraddetti su tutto. Per due mesi hanno detto che il Covid non era pericoloso, che il rischio di morire era meno rispetto a quello di prendersi un fulmine per strada; poi sono diventati isterici. Un giorno dicono che un vaccino è sicurissimo e va fatto per forza, il giorno dopo che invece non dà i risultati sperati. Qui non c'è nulla di scientifico, non ci si può fidare.

Quindi, sui vaccini dove sta la verità? Si è fatto un'idea?
Io ho analizzato un rapporto dell'Istituto superiore di sanità: 25 pagine in cui si legge che bisogna prendere il vaccino, perché fa bene, ma che è ad un livello di studio preliminare. Quindi loro non rispondono di niente, non garantiscono niente, non conoscono gli eventuali inconvenienti. Cosa dobbiamo pensare?

Sembra che stiamo parlando di cavie.
A questo punto lo dicono loro. C'è questa dittatura del pensiero per cui devi stare fermo e zitto, accettare tutto quello che arriva, senza fare domande o ragionamenti.

Possibile che non ci siano approcci alternativi?
Su questo virus non si sa ancora niente, né da dove né come è arrivato. E, nella totale mancanza di conoscenza, tutto quello che l'Occidente è riuscito a fare è stato chiudere. E obbligare a comportamenti, come restare a casa o indossare la mascherina all'aperto, che ora scopriamo che non servono, perché all'esterno il rischio di contrarre il virus è minimo.

Ha ancora senso parlare di emergenza?
Nessuno nega che ci sia il virus, ma perché etichettarlo da subito come misterioso e maligno? In Italia, su oltre 100 mila morti, quelli deceduti direttamente per il Covid sono pochi. Basta giocare sui tamponi per moltiplicare per dieci il numero dei contagiati. Inoltre, parecchi malati sono stati curati malissimo, con respiratori che si sono dimostrati difettosi, presi dalla Cina. Sappiamo che c'erano cure alternative, che non sono state prese in considerazione. Sappiamo che i medici di base avrebbero dovuto visitare a casa, mentre alcuni si sono rifiutati e altri non sono stati messi in grado di farlo.

Ora dovremmo entrare nell'ordine di idee di convivere con il virus?
Come con l'influenza e con tutti i virus stagionali, peraltro. L'idea che bisogna per forza debellare il virus, e quindi farsi un vaccino ogni sei o sette mesi finché si campa, mi sembra assurda. Così sì che ti ammazzi di vaccino.

Che futuro ci aspetta?
Sono passati quattordici mesi di totale paralisi, con danni sotto tutti gli aspetti, che resteranno disastrosi ed epocali. Non c'è solo l'aspetto economico, che già è fondamentale. Ma anche in termini psichici. Averci messi tutti contro, avere fomentato le divisioni, avere criminalizzato chi vuole riaprire, avere peggiorato continuamente le condizioni individuali e sociali. Non c'è una persona che io conosca che non prende psicofarmaci. A pagarne le conseguenze sono soprattutto le persone più deboli. E non le recupereremo più, neanche tra trent'anni.