Motori | Mondiale F1

Povero Alonso, continuano le sfortune alla sua McLaren

A metà mattinata la monoposto del pilota asturiano si ferma di nuovo in pista, stavolta per una perdita idraulica. Non è che la colpa non era del motore Honda?

Fernando Alonso al volante della McLaren nella corsia dei box di Barcellona
Fernando Alonso al volante della McLaren nella corsia dei box di Barcellona (McLaren)

BARCELLONA – Nuovo motore, solite sfighe. Anche ora che è passata dalla Honda alla Renault, la McLaren non smette di rompersi: tanto che viene il dubbio che la colpa non fosse del propulsore giapponese (che ora, montato sulla Toro Rosso, si sta comportando decentemente), ma proprio della macchina inglese. L'ultimo episodio ha colpito, a metà mattinata della seconda giornata della seconda settimana di test pre-campionato a Barcellona, di nuovo il povero Fernando Alonso. La sessione stava andando bene per lui, che aveva fino a quel punto percorso ben 46 giri affacciandosi anche in testa alla classifica, grazie alla gomma più morbida disponibile. Ma il sorriso è presto svanito dal volto del pilota asturiano, quando è stato messo ko da una doppietta di guasti in rapida successione: prima un black out elettrico, poi una perdita idraulica che ha definitivamente bloccato in pista la sua monoposto.

Il problema non è del motore...
Eppure il team principal Eric Boullier continua ostinatamente a minimizzare: «Abbiamo alcuni problemi da risolvere, ma sono solo test: fa tutto parte del processo. Ce ne stiamo occupando: d'altra parte la collaborazione con la Renault è nuova, così come il pacchetto della macchina. Dateci tempo per lavorare». La rottura, stavolta, non ha riguardato il propulsore, eppure ha richiesto la sua sostituzione, un'operazione lunga e complessa che ha fatto perdere buona parte della giornata alla squadra britannica. «Non si è rotto il motore – spiega Boullier – Si è trattato di una piccola perdita d'olio sulla macchina che purtroppo ha fatto morire il propulsore, perciò siamo stati costretti a sostituirlo. Ovviamente va ispezionato prima di fargli fare altri chilometri e ci sono volute tre ore per essere pronti».

...e neppure della macchina
Ma secondo il boss della McLaren la colpa non sarebbe nemmeno del progetto della vettura, nonostante i tecnici abbiano dovuto apportare una modifica dell'ultim'ora al cofano motore, che continuava a bruciarsi con il calore dei gas di scarico. «Non c'entra nemmeno con quello – smentisce Boullier – Abbiamo cercato di progettare la miglior macchina, perciò dobbiamo essere convinti del concetto della vettura. Per ogni nuovo concetto bisogna dimostrare in pista se funzioni o meno. Ci sono degli aggiustamenti da fare: stiamo cercando di trarre il massimo dalla monoposto per assicurarci che la piattaforma aerodinamica dia i massimi risultati, quindi vedremo. Ora bisogna mettere tutto a punto, ma la perdita che abbiamo avuto non c'entra niente». Solo sfortuna, dunque?