20 luglio 2019
Aggiornato 11:31
Il video-editoriale

La disoccupazione è colpa delle nostre leggi, non della globalizzazione o dei robot

La politica rischia di sbagliare bersaglio nell'accusare della disoccupazione la globalizzazione, i robot, l'automazione e l'intelligenza artificiale della crisi occupazionale. La colpa è soltanto delle riforme che sono state fatte o non sono state fatte

ROMA - Alle elezioni della primavera prossima due coalizioni su tre presenteranno programmi che prevedono l'introduzione di redditi minimi erogati dallo stato. I 5 stelle definiscono questa misura Reddito di Cittadinanza, il Partito Democratico Rei (Reddito di inclusione sociale) e recentemente ne ha varato una prima bozza. Alla base di queste proposte c'è la considerazione che l'economia globalizzata, la finanziarizzazione e l'automazione dei sistemi produttivi faranno si che in futuro non tutte le persone desiderose di lavorare potranno farlo e pertanto, al fine di evitare ingiustizie e tensioni sociali, l'unica soluzione è che lo stato dia un reddito a costoro. Sebbene la tesi sia credibile, essa si scontra con i dati statistici sull'occupazione dei paesi Ocse, ovverosia le 35 nazioni al mondo aventi un governo democratico ed un sistema economico di stampo capitalistico.
Delle 35 nazioni ben 21 hanno livelli occupazionali maggiori rispetto al 2017, questo nonostante i 10 anni di crisi che sono stati attraversati e l'imponente progresso tecnologico che c'è stato. L'Italia e la Grecia, invece, hanno livelli occupazionali inferiori rispetto al 2007 e già allora avevano percentuali più basse rispetto agli altri paesi; all'Italia spetta inoltre il triste primato della più alta disoccupazione giovanile. La politica rischia di sbagliare bersaglio nell'accusare la globalizzazione, i robot, l'automazione e l'intelligenza artificiale della crisi occupazionale. La colpa è soltanto delle riforme che sono state fatte o non sono state fatte.