Economia | Reddito di inclusione

Gentiloni l'ottimista: «In Italia e in Europa non solo ripresa, ma persino espansione»

Non solo ripresa, ma persino espansione. E' un Paolo Gentiloni davvero ottimista quello intervenuto alla conferenza sul Reddito di Inclusione (Rei)

Paolo Gentiloni con Tito Boeri e Giuliano Poletti alla conferenza sul Reddito di Inclusione (Rei)
Paolo Gentiloni con Tito Boeri e Giuliano Poletti alla conferenza sul Reddito di Inclusione (Rei) (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - Non solo ripresa, ma persino espansione. E' un Paolo Gentiloni davvero ottimista quello intervenuto questa mattina alla conferenza sul Reddito di Inclusione (Rei), organizzata dal Ministero del Lavoro e Politiche Sociali e dall’Inps. «Nelle prossime settimane - ha detto il premieri - il Paese si troverà a un bivio e se è vero che c’è moltissima strada da fare, da parte del governo uscente c’è chiara la consapevolezza che la strada imboccata è quella giusta e che l’economia e la società italiane non possono permettersi una fiera delle velleità che ci porterebbe fuori strada». Per Gentiloni «il Paese si è sicuramente lasciato alle spalle la sua crisi» e c’è «un’espansione nell’Eurozona», anche se ammettere che «siamo lontani dall’aver tradotto questa congiuntura positiva in dei miglioramenti sociali tangibili, stabili, diffusi nell’intero Paese: l’economia va meglio ma la società ancora no». Per questo «serve l’impegno di tutti per tradurre i risultati economici in miglioramenti stabili sul piano sociale».

La difesa del Rei
Gentiloni ha rivendicato l’utilità del Reddito di inclusione. «Il Rei funziona, non era affatto scontato. Dopo appena tre mesi funziona e sappiamo che dal primo luglio vedrà aumentare la platea grazie alle misure integrative inserite nel bilancio 2018», ha detto, lanciando una ‘frecciata’ agli avversari politici, «in una fase in cui fioccano le buone intenzioni sull’argomento». Invece quelli prodotti dal Rei, per il premier, sono «fatti che riguardano 900 mila persone e che riguarderanno 2,5 milioni di persone in carne e ossa con la nuova platea».

2,5 mln di persone coinvolte
Per questo il Reddito di inclusione «va difeso, è uno strumento nazionale, strutturale e non passivo. Non stiamo mettendo in atto una misura passiva ma un meccanismo inclusivo, attivo. Non bisogna buttare a mare il lavoro fatto: visto che funziona, può essere ulteriormente potenziato e rafforzato con nuove risorse se possibile, io penso sia possibile gradualmente».