11 dicembre 2019
Aggiornato 09:30

M5s: «Caporetto di Renzi, vinti 8 ballottaggi su 10»

I parlamentari del Movimento 5 stelle: «Il Pd esce con le ossa rotte e il loro segretario prende una clamorosa sberla dagli italiani, la seconda dopo quella del 4 dicembre scorso»

ROMA - «Il Pd esce da questi ballottaggi con le ossa rotte e Renzi prende una clamorosa sberla dagli italiani, la seconda dopo quella del 4 dicembre scorso. Lui parla di risultato a macchia di leopardo, ma la realtà dei numeri dimostra che per il suo Pd è una vera e propria Caporetto». È quanto si legge in una nota del Movimento 5 Stelle. «Renzi lo aveva capito e per questo in campagna elettorale nelle ultime due settimane si è dileguato e ora - dice M5s - vuole far credere che non sia successo nulla e che tutto possa andare avanti come prima».

Intanto il Movimento 5 stelle scenderà in piazza contro il voto del Trattato Ceta, il discusso accordo di libero scambio fra Unione europea e Canada. Lo annuncia un posto firmato M5S sul blog Beppegrillo.it e intitolato «Ceta, basta parole: mobilitiamoci». «Nella calura estiva, con il complice silenzio dei media, sta per essere ratificato dal Parlamento italiano - si legge - un trattato che cambierà per sempre le nostre vite. Si tratta del famigerato Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement), il trattato di 'libero' scambio stipulato tra Canada e Unione Europea, cavallo di Troia della globalizzazione più estremista». L'annuncio in coda al testo: «In contemporanea alla votazione del testo in commissione Esteri del Senato, il Movimento 5 stelle annuncia la sua presenza alla mobilitazione di martedì 27 giugno alle 10, in Piazza della Rotonda a Roma (Pantheon), indetta da organizzazioni sindacali, agricole, ambientaliste e dei consumatori».

«Il Ceta è anche, di fatto, un Ttip mascherato. Il famoso accordo di libero scambio Ue/Usa, tanto contestato, esce dalla porta - scrivono i 5 stelle - e rientra dalla finestra dato che le multinazionali nord-americane, delle quali almeno l'80% ha sede anche in Canada, potranno utilizzare le loro sedi canadesi per aggirare l'ostacolo e giungere da noi. Come il Ttip il Ceta rappresenta il ritorno a un Medioevo dei diritti ove i grandi investitori stranieri, grazie alla clausola Ics (investor to Court System) potranno tutelare i propri interessi commerciali di fronte a tribunali privati a scapito delle politiche ambientali o di tutela della salute e del lavoro dei cittadini». «Nelle 1057 pagine del protocollo d'intesa del Ceta - si legge ancora sul blog di Grillo - non c'è alcun elemento di stima relativo all'occupazione ma un impact study dell'Università canadese di Tuft giunge a una preoccupante conclusione: entro il 2023 il Ceta porterà, nei paesi coinvolti, una perdita complessiva di 230.000 posti di lavoro e a una severa compressione salariale. I Paesi maggiormente colpiti saranno la Francia e l'Italia».