7 giugno 2020
Aggiornato 02:30
Governo Renzi

Renzi si dimette dopo il trionfo dei No: il video integrale

Il premier: «Come è evidente e scontato, l'esperienza del mio governo finisce qui. Domani pomeriggio convocherò il Cdm, ringrazierò i miei colleghi e salirò al Quirinale, dove consegnerò le dimissioni nelle mani del presidente Mattarella»

ROMA - «Io ho perso. Nella politica italiana non perde mai nessuno, io sono diverso, ho perso e lo dico a voce alta anche se con il nodo in gola. Non sono riuscito a portarvi alla vittoria. Ma ho fatto veramente tutto quello che si poteva fare in questa fase. Non credo che la politica sia il numero inaccettabile di politici che abbiamo, ma credo nella democrazia. E se uno perde non se ne va fischiettando, facendo finta nulla e sperando che passi la nottata. Non siamo stati convincenti, ma andiamo via senza rimorsi». Lo ha detto il premier uscente, Matteo Renzi in conferenza stampa a palazzo Chigi dopo la vittoria del No al referedum costituzionale.

"Ai leader del No oneri e onori, a cominciare dalla proposta di legge elettorale"
Il presidente del Consiglio ha iniziato il suo discorso definendo lo scontro elettorale una «grande festa della democrazia», che si è svolta in un contesto «sì segnato da qualche polemica in campagna elettorale, ma in cui tanti cittadini si sono avvicinati e riavvicinati alla Carta costituzionale». L'inquilino di palazzo Chigi ha quindi passato la palla alle opposizioni, perché Il voto referendario «consegna ai leader del No oneri e onori, a cominciare dalla proposta di legge elettorale: tocca a chi ha vinto avanzare proposte serie e credibili». L'ex sindaco di Firenze si è complimentato con i suoi avversari: «Il No ha vinto in modo straordinariamente netto, ai leader del No le mie congratulazioni e gli auguri di buon lavoro, nell'interesse dell'Italia e degli italiani».

"Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta"
Poi Renzi si è rivolto ai suoi: «Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta, dico agli amici del Sì: ho perso io non voi» e ha aggiunto: «Agli amici del Sì che hanno condiviso il sogno di questa riforma mi viene da consegnare un abbraccio forte e affettuoso. Ci abbiamo provato, abbiamo offerto una chance di cambiamento, ma non ce l'abbiamo fatta, abbiamo ottenuto milioni di voto impressionanti ma insufficienti». Il premier ha spiegato che nonostante ci sia un clima di rabbia, delusione, amarezza tristezza «dovete essere fieri: fare politica contro qualcuno è facile per qualcosa è più difficile ma più bello. Arriverà un giorno in cui tornerete a festeggiare una vittoria».

Come è evidente e scontato, l'esperienza del mio governo finisce qui
Quindi il passaggio più atteso: «Come è evidente e scontato, l'esperienza del mio governo finisce qui. Domani pomeriggio convocherò il Cdm, ringrazierò i miei colleghi e salirò al Quirinale, dove consegnerò le dimissioni nelle mani del presidente Mattarella», ha detto il presidente del Consiglio. Il premier non ha comunque perso il suo senso dell'umorismo e ha trovato il tempo anche una battuta: «Volevo tagliare le poltrone, non ce l'ho fatta: la poltrona che salta è la mia». Infine Renzi ha voluto ringraziare la moglie Agnese e i suoi figli per essergli stati accanto in questi mille giorni di governo: «Grazie ad Agnese per la fatica di questi mille giorni, grazie ai miei figli e anche a tutti voi. Sono stati mille giorni che sono volati, per me è il momento di rimettermi in cammino. In questi giorni il governo sarà al lavoro per completare l'iter di una buona legge di Stabilità e assicurare massimo impegno ai territori colpiti dal terremoto».

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