29 novembre 2020
Aggiornato 21:30
Rifiuti

Di Maio avverte Salvini: «Non creare tensioni, abbiamo già tanti nemici»

Il leader del Movimento 5 stelle cerca di smorzare il dissenso con la Lega sugli inceneritori in Campania: «Nessuno ha insistito per metterli nel contratto»

MILANO – Il tema degli inceneritori non è nel contratto di governo. Anzi, Matteo Salvini è stato in «molte parti d’Italia dietro gli striscioni ‘no inceneritori’ e abbiamo già abbastanza nemici per crearci tensioni tra di noi». Sollecitato dai cronisti a margine di Futureland, Luigi Di Maio è tornato sulla questione della gestione dei rifiuti, che divide il governo.

Stop alle tensioni nel governo
«Abbiamo un problema complessivo di impatto sull’ambiente – ha osservato Di Maio – sappiamo benissimo che quando si è scritto il contratto di governo, non mi pare che nessuna delle due forze politiche abbia insistito per mettere gli inceneritori nel contratto, anzi io ero anche rincuorato dal fatto che Matteo Salvini è stato dietro gli striscioni 'no inceneritori' in molte parti d’Italia. Abbiamo – ha aggiunto – già abbastanza nemici per crearci tensioni tra di noi».

Fiducia nel ministro dell'Ambiente
Il vicepremier e leader del Movimento 5 stelle ha ribadito le rivendicazioni del suo territorio: «Salvini è preoccupato per la Campania? Lì ci vive la mia famiglia, io sono la persona più preoccupata di tutte e nelle preoccupazioni però so anche che si respira aria cattiva vicino a un inceneritore. Io sono di Pomigliano d’Arco, l’inceneritore di Acerra, uno dei più grandi di Europa lo conosco bene. Dobbiamo spingere molto di più sulla differenziata – ha aggiunto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico – Il mio modello ideale è la provincia di Treviso, che ha la più alta percentuale di raccolta differenziata senza neanche un inceneritore». A chi gli ha fatto notare che in Lombardia ci sono tredici termovalorizzatori accettati dalla popolazione, Di Maio ha replicato ironicamente: «Come è l’aria da queste parti, la Pianura padana come se la cava?». Il vicepresidente del Consiglio ha anche ricordato che il ministro dell’Ambiente è Sergio Costa, il generale dei carabinieri che con le sue indagini ha scoperto la Terra dei fuochi: «Conosce la Campania, è campano, conosce la camorra e tutto il ciclo dei rifiuti campano. Quindi affidiamoci anche al ministro dell’Ambiente».