18 dicembre 2018
Aggiornato 19:00

Perché la Lega non vuole il reddito di cittadinanza (che alla fine si farà)

Da Giorgetti a Siri, cresce il fronte dei contrari o dubbiosi. Ma la linea è quella «Bongiorno» non piace, ma è nel contratto e si farà. Ma in cambio...

Matteo Salvini con il premier Conte e i «suoi» Ministri
Matteo Salvini con il premier Conte e i «suoi» Ministri (Instagram)

ROMA - Il reddito di cittadinanza si farà. La linea del governo, a meno di terremoti, non cambierà. Nel 2019 si getteranno le basi per il provvedimento simbolo della campagna elettorale del Movimento 5 stelle. Non un passo indietro. Ma la Lega, forte anche dei consensi elettorali in costante crescita, a scelto di tenere una linea chiara. Che potremmo definire quella «Bongiorno»: «Il contratto si deve rispettare e poi non si deve criticare. In questo sono di destra». Ma criticare il più atteso e discusso dei provvedimenti è anche un modo per alzare la posta in palio, soprattutto ora che il Movimento 5 stelle dovrà fare da spalla per l'approvazione del decreto sicurezza e immigrazione. Un provvedimento a testa, questa la linea. E questo avverrà. Ma intanto dalla Lega piovono critiche al reddito di cittadinanza.

Siri: «Crea una frattura tra Nord e Sud»
Sul reddito di cittadinanza il contratto di governo va rispettato e «non c’è un problema nel governo su questo» ma «è evidente» che col provvedimento «così come viene presentato c’è una frattura tra il nord ed il sud del Paese». Il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri spiega perfettamente la linea leghista. «Il provvedimento e la misura devono essere ancora costruiti. Io ad esempio ho proposto che la dotazione finanziaria anziché andare direttamente e singolarmente ai vari beneficiari che ne hanno diritto potesse essere data a delle imprese o a delle aziende che si prendono in carico le persone per formarle». E ancora: «Non vedo perché non dovrebbe esserci la disponibilità a creare un provvedimento che sia il più possibile condiviso e che non crei una frattura nel Paese» aggiunge Siri «è evidente che sul reddito di cittadinanza tout court così come viene presentato c’è una frattura tra il nord ed il sud del Paese».

La situazione tra Lega e Movimento 5 stelle
A scaldare i motori delle polemiche sono state le parole del sottosegretario Giorgetti sul reddito di cittadinanza. Un andare coi piedi di piombo, studiando ogni passo con attenzione, che è stato interpretato come un freno a mano tirato. Ma non è così: «Il Governo è compatto e andrà avanti» ha spiegato poche ore dopo Giulia Bongiorno. «Come il Reddito di cittadinanza andrà avanti, potrebbero esserci delle difficoltà attuative» di cui parlava Giorgetti «ma si farà». Quindi, nessuna critica - anche se in casa Lega è un provvedimento che piace poco - «perché fa parte del nostro accordo».

La linea Salvini
«Nessuna polemica, con il Movimento 5 Stelle stiamo lavorando bene. Il nostro governo ha un'altissima popolarità e in 5 mesi abbiamo fatto più di chiunque altro. Sono molto soddisfatto per le leggi fatte e per quelle in cantiere». Così il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha chiuso ieri ogni voce su presunte guerre interne nell'esecutivo. Poi, però, ha dettato la linea che spiega perfettamente come il governo si muoverà nelle prossime settimane. Volendo esemplificare al massimo, un provvedimento a testa per i due schieramenti: «Legittima difesa, reddito di reinserimento al lavoro, stop sbarchi, riforma della Fornero. Andiamo avanti uniti per il cambiamento del paese»