16 novembre 2018
Aggiornato 00:30

Reddito di cittadinanza, Giorgetti vede «complicazioni attuative». Di Maio e Conte rassicurano

Botta e risposta a distanza tra il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti e il vicepremier Di Maio e il premier Conte
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio con il premier Giuseppe Conte e il sottosegretario Giancarlo Giorgetti
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio con il premier Giuseppe Conte e il sottosegretario Giancarlo Giorgetti (Filippo Attili | ANSA)

ROMA - Il reddito di cittadinanza «ha complicazioni attuative non indifferenti. Se riuscirà a produrre posti di lavoro, bene. Altrimenti resterà un provvedimento fine a se stesso». Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti, nel libro di Bruno Vespa ‘Rivoluzione’ in uscita il 7 novembre. «Per un naturale bilanciamento - ha aggiunto - abbiamo dovuto portare avanti la quota 100 sulle pensioni [62 anni di età e 38 di contributi], rinunciando, con questo, a una ‘flat tax’ più estesa. Se l’avessimo fatta al posto delle pensioni, l’atteggiamento dell’Europa e dei mercati sarebbe stato diverso».

Di Maio: «C'è ciccia»
Come noto questo punto del programma di governo, così come quello sul decreto sicurezza, è uno di quelli che più dividono la maggioranza. Luigi Di Maio millanta sicurezza e assicura che in questa manovra «c'è ciccia», cioè ci sono i soldi. Su Facebook in un video chiarisce che «reddito di cittadinanza, pensioni di cittadinanza e quota 100 ci sono nella legge di bilancio: chi dice che non ci sono sta dicendo bugie», perché «in manovra ci sono i soldi». Ma le norme regolamentari «non possono stare lì» perciò «dopo la legge di bilancio, magari a Natale o subito dopo, si fa un decreto con le norme per reddito e pensioni di cittadinanza e riforma della Fornero. Lo faremo con un decreto, non un ddl perché ci vorrebbe troppo e c'è emergenza povertà».

Conte: «Entro il prossimo anno»
Anche il premier Giuseppe Conte entra nel merito della questione rispondendo a Tunisi a una domanda sui dubbi espressi dal sottosegretario leghista: «Questa riforma del reddito di cittadinanza partirà l'anno prossimo. Siamo ben consapevoli tutti che va fatta con molta attenzione: è la ragione per cui non è stata inserita adesso, teniamo farla bene e con tutti i dettagli». E assicura che «non c'è nessuna intenzione di bloccare il reddito di cittadinanza».