14 novembre 2018
Aggiornato 05:00

Tra Lega e Movimento 5 stelle «nessuna polemica»

Le parole di Di Maio - «C'è un contratto di governo, va rispettato» - aprono le polemiche. Ma Salvini e Bongiorno rassicurano: «Stiamo lavorando bene»
Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Luigi Di Maio e Matteo Salvini (Claudio Peri | ANSA)

ROMA -  «Nessuna polemica, con il Movimento 5 Stelle stiamo lavorando bene. Il nostro governo ha un'altissima popolarità e in 5 mesi abbiamo fatto più di chiunque altro. Sono molto soddisfatto per le leggi fatte e per quelle in cantiere». Così il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini chiude ogni voce su presunte guerre interne nell'esecutivo: «Legittima difesa, reddito di reinserimento al lavoro, stop sbarchi, riforma della Fornero. Andiamo avanti uniti per il cambiamento del paese». Una versione, quella del ministro dell'Interno, confermata dalla collega della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, che su Sky Tg24 ha spiegato che «il contratto si deve rispettare e poi non si deve criticare. In questo sono di destra».

Al centro il reddito di cittadinanza
A scaldare i motori delle polemiche sono state le parole del ministro Giorgetti sul reddito di cittadinanza. Un andare coi piedi di piombo, studiando ogni passo con attenzione, che è stato interpretato come un freno a mano tirato. Ma non è così: «Il Governo è compatto e andrà avanti» ha spiegato Giulia Bongiorno. «Come il Reddito di cittadinanza andrà avanti, potrebbero esserci delle difficoltà attuative» di cui parlava Giorgetti «ma si farà». Quindi, nessuna critica - anche se in casa Lega è un provvedimento che piace poco - «perché fa parte del nostro accordo».

Le parole di Di Maio
Ma cosa ha scatenato le polemiche su uno scontro interno al governo? Le parole di Luigi Di Maio al Corriere della Sera. E solo per aver ricordato, all'indomani della frenata sul reddito di cittadinanza venuta dal sottosegretario Giorgetti, che ha parlato di «complicazioni attuative», che «abbiamo firmato un contratto di governo che va rispettato da entrambi i contraenti». Il reddito di cittadinanza, assicura il capo politico del M5s, «sarà operativo nei primi tre mesi del 2019». Problemi? «Se vedo un problema» osserva «non è nelle risorse o nelle norme, ma quando qualcuno non crede in quello che stiamo facendo. Se qualche membro del governo non crede in quello che stiamo facendo, allora è un rischio per i cittadini prima di tutto». Quanto alla flat tax, messa da parte per lasciare il posto alle altre misure della manovra, ai leghisti Di Maio manda a dire: «Hanno fatto loro una scelta politica. Sono le loro scelte per la legge di Bilancio. Io sono soddisfatto delle mie, se loro non sono soddisfatti delle loro non dipende da noi».