16 gennaio 2019
Aggiornato 18:00
Manovra finanziaria

La bocciatura dell'Europa non ferma il governo. Ma scatena la sinistra

Alla valutazione negativa della Ue sulla legge di bilancio (ampiamente attesa, spiega il ministero) la maggioranza risponde con fermezza. E l'opposizione attacca

Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, raggiunge a piedi Palazzo Chigi
Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, raggiunge a piedi Palazzo Chigi

ROMA – La bocciatura della manovra da parte dell'Unione europea non frena il governo. Anzi, era ampiamente prevista e il ministro Tria risponderà entro le tre settimane previste dalla lettera della Commissione, almeno stando a quanto riferiscono fonti del ministero dell'Economia. Le stesse fonti precisano che il dialogo con Bruxelles comunque continua in modo aperto e costruttivo sottolineando che la politica per la crescita è ad avviso del governo la strategia migliore per abbattere il debito e per favorire l'inclusione sociale. Anche le dichiarazioni degli esponenti dell'esecutivo confermano l'intenzione di proseguire dritti per la propria strada: «È la prima manovra italiana che non piace alla Ue – scrive il vicepremier Luigi Di Maio su Facebook – Non mi meraviglio: è la prima manovra italiana che viene scritta a Roma e non a Bruxelles! Con i danni che avevano fatto quelli di prima, non potevamo certo continuare con le loro politiche. Continueremo a raccontare alla Commissione europea cosa vogliamo fare con rispetto. Ma altrettanto rispetto ci deve essere nei confronti del popolo italiano e del governo che oggi lo rappresenta. Continuiamo a lavorare a testa alta per il bene dei cittadini».

Il centrosinistra convoca il ministro
L'opposizione, in compenso, è scatenata. Il Pd e Leu chiedono che Tria venga in Parlamento a riferire: «Riporteremo al governo questa richiesta», ha risposto il vicepresidente di turno dell’assemblea Ettore Rosato (Pd). «La commissione europea – ha detto in aula alla Camera l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan (Pd) – ha rigettato la risposta di Tria riguardo alle decisioni della legge di bilancio, una decisione unica nella storia delle relazioni in Europa all’interno dell’eurozona e dell’Ue. Come molte decisioni prese nelle scorse settimane, la bocciatura identifica un isolamento del nostro paese grazie alle decisioni del governo. Leggendo la lettera di Tria – ha proseguito Padoan – si ha un senso di sconforto, se non fosse di disperazione. La lettera, apparentemente ingenua, è in verità tragica: dice è vero stiamo violando le regole ma ce lo hanno chiesto gli italiani. Questo è profondamente falso. Gli italiani chiedono al governo di proteggere i loro risparmi e il loro lavoro. Le decisioni prese in modo pretestuoso dal governo vanno dalla direzione opposta, avranno una conseguenza e non tanto perché l’Europa ci chiederà conto dei nostri conti ma perché il paese si sta allontanando dagli altri perdendo tutti i benefici. Le conseguenze si sentiranno nelle tasche delle famiglie tra poco anche sulle banche e sulle imprese. Si sta indebolendo un’economia che invece si stava rafforzando nei mesi passati. Chiediamo che il ministro dell’economia venga a giustificare le sue decisioni incompatibili con la presenza dell’Italia in Europa». Alla richiesta del Pd si è associato Federico Fornaro, capogruppo Leu, e il deputato di +Europa Alessandro Fusacchia.

Forza Italia affonda
Nel dibattito è intervenuto anche Renato Brunetta (Fi): «Avremmo preferito che la bocciatura non si verificasse. L’Italia entra nella storia dell’Ue per vedersi bocciata la propria manovra di bilancio, bocciata in maniera netta. Questa bocciatura non avviene perché l’Italia è in difficoltà economica ma avviene per deliberata volontà del governo Salvini-Di Maio di entrare in collisione con l’Europa e le regole europee quasi che questo governo abbia voluto deliberatamente non rispettare le regole per costituirsi la campagna elettorale per le prossime elezioni europee. E tutto questo a spese degli italiani, contro il loro risparmio, contro le nostre imprese e famiglie. Salvini e Di Maio – ha attaccato Brunetta – hanno compiuto il delitto perfetto di provocare non solo l’Ue le sue regole e i patti quanto quello di andare contro i mercati che non sono un’entità astratta ma siamo noi, i fondi di investimento, le banche, i risparmiatori. E le dichiarazioni di non cambiare nulla nonostante le indicazioni Ue stanno portando l’Italia nel baratro. Sono degli irresponsabili: se oggi scoppia una crisi finanziaria non è perché c’è una crisi mondiale, la crisi è solo italiana, è voluta solo dal governo italiano, non c’è la crisi sistemica contrariamente al 2011, oggi c’è solo una crisi voluta da Salvini e Di Maio per i loro interessi elettorali contro gli italiani. Questo non glielo perdoneremo mai».

Meloni ribatte all'Europa
L'unica esponente dell'opposizione a respingere le accuse di Bruxelles è Giorgia Meloni: «La Commissione che ha bocciato la manovra italiana è un esaminatore incapace, già bocciato senza appello dalla Storia, dai popoli europei e anche dai dati dell'economia. Il suo giudizio vale meno di un euro bucato – afferma in una nota il presidente di Fratelli d'Italia – Ma la guerra contro le regole europee avrebbe meritato una causa più nobile e più utile che non il maggiore deficit per aumentare il mostro della spesa pubblica. Se il governo vuole veramente sfidare il sistema si faccia bocciare la manovra perché riduce le tasse e costruisce infrastrutture, non per il reddito di cittadinanza».