16 ottobre 2019
Aggiornato 00:00

Renzi chiude la Leopolda 9: "Barcolliamo ma non molliamo per non lasciare l'Italia ai cialtroni"

L'attacco al governo e a Foa, il presunto scambio di vedute con Salvini, l'ondata populista da fermare, i comitati civici e l'accordo con i 5 Stelle: nel discorso di Renzi c'è tutto

Matteo Renzi durante il discorso di chiusura della Leopolda 9
Matteo Renzi durante il discorso di chiusura della Leopolda 9 ANSA

FIRENZE - «Noi siamo quelli che barcollano ma non mollano. Siamo quelli che restano, ma siamo anche quelli che si rimettono in cammino perché non vogliono lasciare l'Italia ai cialtroni che la vogliono distruggere», a quelli che finiranno per «sfasciare i conti» dell'Italia. Matteo Renzi chiude la Leopolda 9 – edizione che ha registrato un boom di presenze, secondo stime ufficiose (del Pd) solo domenica oltre 6 mila persone – e invita a ricominciare dai comitati civici, che non sono «una corrente del Pd, ce ne sono fin troppe» né «i comitati di Renzi», ma un modo «per coinvolgere la gente» e tornare, quando sarà, al governo del Paese. Attacca come ovvio Salvini e Di Maio, Grillo e, in un boato di applausi, il presidente della Rai Marcello Foa.

Foa, Soros e la fake
«Ieri il presidente della maggiore agenzia culturale e informativa del Paese ha detto a un giornale israeliano che l’intero gruppo parlamentare europeo del Pd è finanziato da George Soros. È un bugiardo, una fake news vivente, una fake news che cammina, ed è una vergogna che non ci sia chi ha il coraggio di dirlo. Io non ho paura: non invitatemi più alle trasmissioni, c'è un popolo che sta con noi comunque. E chiedo ai parlamentari del Pd che stanno a Strasburgo e a Bruxelles di denunciare domani mattina il presidente della Rai per calunnia e diffamazione». E ancora tornando sull’irregolarità dell’elezione di Foa: «Abbiano ragione di credere che le schede di votazione di Foa in commissione Vigilanza Rai siano state segnate: presidenti Fico e Casellati, aprite quelle schede! È uno scandalo senza precedenti nella storia dell’informazione italiana, neanche Berlusconi era arrivato a tanto. Vergognatevi».

"Non vedo e non sento Salvini"
A quelli che ora governano l’Italia, Di Maio e Salvini – che precisa Renzi, smentendo alcuni retroscena, «non vedo da mesi nemmeno in Senato» e «non mi pare» ascolti i miei consigli – l’ex premier lancia un appello: «Fermatevi, non state mantenendo le promesse elettorali e state sfasciando i conti pubblici», ritirate la manovra, «prendete in considerazione» le sei misure della contro-manovra presentata dallo stesso Renzi e dall’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan il primo giorno della Leopolda. Ma loro, attacca, «fingono di litigare, sono incollati alle poltrone» e bisognerebbe che qualcuno facesse un’inchiesta per capire «come mai c’è questa insistenza da Luigi Di Maio, su Ischia, sul quarto condono in pochi anni, c’è la manona». Un affondo anche contro Beppe Grillo che «ha fondato una carriera sull’essere pagato in nero».

"Un'ondata populista di destra demagogica"
Poi un riferimento alla «ondata populista di destra demagogica", che non nasce "dal carattere di uno di Rignano ma da un fenomeno che va affrontato o non vinceremo mai più. Lo capite o no questo cari amici che criticate il mio carattere? Le critiche sono venute anche da compagni di strada che non hanno avuto nulla da dire sul mio carattere fino a quando stavano a fare i ministri...». A quei compagni di strada «dico: vi abbraccio con affetto, amici». E ancora: «I barbari li avevano già romanizzati, pezzi importanti dell'establishment avevano già detto no al referendum, come pezzi del sistema economico e finanziario e l'Economist», ha detto poi Renzi, che ha ricordato che «con la personalizzazione della leadership abbiamo vinto e perso, ma abbiamo sempre preso il 40%, con la spersonalizzazione il 18%», ha quindi sottolineato l'ex premier riferendosi ai risultati delle Europee del 2014 e del referendum costituzionale del 2016, che però è stata una sconfitta epocale, in confronto alle ultime elezioni. Renzi ha assicurato che «daremo a chi vincerà il congresso il rispetto e la collaborazione che non abbiamo avuto».

L'accordo con i 5 Stelle
Difende anche la scelta di non fare l’accordo di governo con i Cinque Stelle («alle poltrone abbiamo preferito salvare l’anima»): «L'accordo con i Cinque Stelle sarebbe stato molto, molto vantaggioso, ma abbiamo voluto salvare la nostra anima, ciò che siamo». «Noi abbiamo detto di no al governo Pd-M5s non per i popcorn, ma perché pensiamo che la politica sia passione, idealità, valori, non poltrone. C'era un disegno sostenuto da personaggi di grande rilevanza, trasformarci in una sorta di piccoli alleati saggi del M5s e pensare che l'ala più razionale della destra dovesse fare altrettanto con Salvini, per arrivare a un bipolarismo populista»

"I giacobini finiranno sul patibolo come sempre"
«Alla Leopolda - conclude - siamo il doppio dell'anno scorso, quando eravamo al governo. L'opposizione fa bene alla Leopolda, ma male al Paese purtroppo», ha detto ancora. «La campagna di odio ricevuta in questi mesi è senza precedenti, sempre di più, pensavo si fermassero dopo le elezioni - ha aggiunto -. L'odio fa male, quintali di fango non ci hanno sporcato l'anima, ma non si risponde con l'odio, che si ritorcerà su di loro: i giacobini finiranno sul patibolo come sempre. Alla mistificazione costante contro di noi rispondiamo con i numeri, con la realtà».