16 novembre 2018
Aggiornato 00:30

Conte da Bruxelles costretto all'equilibrismo: l'ho bloccato io il testo. E dalla Merkel un implicito rimprovero

Nell’occasione che dovrebbe dargli la massima visibilità, il Consiglio europeo su Brexit e migranti a Bruxelles, il premier pensa all'Italia
Il premier Giuseppe Conte con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker
Il premier Giuseppe Conte con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker (EPA/OLIVIER HOSLET)

BRUXELLES - Conte con il corpo a Bruxelles, ma con la testa a Roma. Nell’occasione che dovrebbe dargli la massima visibilità, il Consiglio europeo su Brexit e migranti a Bruxelles, condito da incontri bilaterali con alcuni leader europei congegnati per provare a «dialogare» sulla manovra economica varata dal Governo, il premier potrebbe non trovare lo spazio utile per far sentire la voce italiana. I riflettori si spostano sulla capitale dopo la denuncia di Di Maio a Porta a Porta sul testo che sarebbe stato "manipolato" da una "manina" del Colle. Il governo è in tensione, con i partner leghisti che negano ogni responsabilità nella presunta manipolazione. Conte è quindi costretto a spostarsi – virtualmente – a Roma, rivendicando il suo ruolo per provare a spegnere l’incendio divampato a Roma fra i due partner della coalizione. Il testo, precisano le fonti governative con quella che potrebbe anche suonare come una semi-smentita del Quirinale, in realtà era stato inviato al Colle ma «in via informale». E lo stesso Conte ne ha bloccato l’invio formale e «intende rivedere personalmente il testo articolo per articolo».

Da Merkel una "sponda"?
Inizialmente il capo del Governo, arrivato a Bruxelles nel pomeriggio di mercoledì, dopo il primo incontro con la cancelliera tedesca Angela Merkel e la delegazione italiana aveva ostentato ottimismo. Un confronto «molto cordiale», dal quale è emersa, secondo Roma, la comune volontà di «mettere le basi per un dialogo costruttivo sui temi europei, compresa la manovra economica» varata dal governo italiano. Più tardi le stesse fonti hanno rincarato la dose, con un tweet di Conte che enfatizzava la disponibilità di Merkel a scendere a Palermo a novembre per la conferenza internazionale sulla Libia, e facendo sapere ai cronisti che nel colloquio Conte ha trovato una «sponda» della cancelliera «per avviare un dialogo positivo con l’Europa sulla manovra». Merkel, secondo la parte italiana, ha spiegato a Conte che in questo momento è auspicabile alimentare un clima di fiducia reciproca, condizione indispensabile per favorire il dialogo.

Un implicito rimprovero
Apparentemente neutra, la considerazione della leader popolare contiene in realtà un implicito rimprovero per i toni aspri utilizzati in particolare dai due leader della maggioranza gialloverde, Di Maio e Salvini, nei confronti delle critiche e degli avvertimenti indirizzati al governo italiano dai vertici della Commissione europea. La vera preoccupazione delle istituzioni di Bruxelles è che l’esecutivo italiano cerchi la drammatizzazione dello scontro in vista delle elezioni europee. «Altri Paesi sono o sono stati in procedura di infrazione per eccesso di deficit, magari perché hanno scelto di andare oltre le regole – fanno notare fonti del Parlamento europeo – e nessuno ha mai detto che era un complotto dell’Europa». Questa mattina, sempre che da Roma non arrivino altri inciampi imprevisti, si riprende. E a margine del vertice sull’immigrazione, Conte vedrà il premier olandese Mark Rutte, uno dei leader di maggior peso dell’ala rigorista europea e il presidente francese Emmanuel Macron.