17 dicembre 2018
Aggiornato 11:33

Travaglio furioso contro il governo: “Condoni di Lega e M5s? Una vergogna che non aveva osato nemmeno Berlusconi"

Il caso del "decretino" su Ischia, il presunto regalo alle imprese di depurazione che inquinano e il condono mascherato: perché Travaglio ce l'ha con il governo

Il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio con il vicepremier e ministro dello Sviuppo economico Luigi Di Maio
Il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio con il vicepremier e ministro dello Sviuppo economico Luigi Di Maio (ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

ROMA - Il Fatto Quotidiano, in particolare il cartaceo guidato da Marco Travaglio, sembra aver abbandonato la fede quasi indiscussa nei confronti della "honestà" dei 5 Stelle. Duri e puri, ma non sempre. Nel suo editoriale di oggi Travaglio attacca il governo giallo-verde senza mezzi termini, soprattutto se la prende con la misura che più di tutte cozza contro l'impostazione che potremmo definire persino morale dei grillini: il condono fiscale. Non lo vogliono chiamare così, ma di fatto lo è. Scrive Travaglio: "Il Corriere ha scoperto che nel decreto per Genova una manina ha infilato un decretino per Ischia terremotata, che prevede un condono tombale per le case abusive e pure un «contributo fino al 100%» per ricostruire o ristrutturare nello stesso posto (sbagliato) quelle crollate «non totalmente abusive». Non male, per un’isola con 28 mila abusi censiti su 64.115 abitanti (in media uno per famiglia)". Una "vergogna che non aveva osato neppure B" tuona Travaglio. L'ex Cavaliere fu ai tempi infatti autore di due condoni edilizi, uno nel 1994 e un altro nel 2003, ma "un filino più limitati». È troppo chiedere - si chiede il direttore del Fatto - il nome del proprietario della manina affinché sia licenziato in tronco, previo impegno a cancellare lo sgorbio in Parlamento; o, in alternativa, una rivendicazione ufficiale di Di Maio e Salvini con le motivazioni che li hanno spinti a condonare gli abusi nell’isola degli abusi?".

Un regalo alle imprese di depurazione che inquinano?
Verdi e associazioni ambientaliste denunciano poi un altro condono che sarebbe nascosto nel decreto per Genova, anche questo del tutto estraneo alla ricostruzione del ponte Morandi: secondo gli ambientalisti la Lega vi avrebbe inserito (e il M5S avrebbe abbozzato) l’articolo 41 che innalza il livello di idrocarburi nei fanghi di depurazione per il riuso in agricoltura da 50 a 1000 milligrammi per chilogrammo (venti volte tanto). In pratica – spiega il verde Angelo Bonelli – una licenza a «spargere un milione di tonnellate di fanghi carichi di idrocarburi e metalli pesanti sui suoli agricoli. Un regalo alle imprese che trattano le acque reflue di depurazione civili e industriali e che in regioni come Lombardia e Veneto hanno accumulato scorte che non riescono a smaltire. La Lombardia aveva già provato a fissare un limite ancor più alto, ma il Tar Lombardia ha bocciato la norma» a luglio. "Ora la legge ribalta la sentenza del Tar e dà ragione agli inquinatori. Che dicono i 5 Stelle, dopo dieci anni di battaglie ambientaliste? E il generale Costa, ottimo (sulla carta) ministro dell’Ambiente?" si chiede provocatoriamente Travaglio. 

Condono mascherato
Poi siccome un condono tira l’altro, sta arrivando pure quello per gli evasori, chiosa ancora Travaglio, "camuffato spiritosamente da 'pace fiscale'». "Le opposizioni non possono aprire bocca, perché la storia della Repubblica è lardellata di condoni, esclusi i governi Prodi e inclusi i governi B. (lui li chiamava «concordati» e «scudi fiscali») e Renzi («voluntary disclosure» e «rottamazione delle cartelle»). Ma noi sì, visto che li abbiamo sempre contrastati». Ieri Salvini ha ripetuto che «il saldo e stralcio delle cartelle di Equitalia per chi ha fatto la dichiarazione dei redditi ma non è riuscito a pagare tutto è nel contratto di governo». Per la precisione il contratto di governo recita: «Pace fiscale con i contribuenti per rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte e favorire l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell’importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica» escludendo «ogni finalità condonistica». Tetto di 100 mila euro a parte (e si temeva molto peggio) - continua il direttore del Fatto - non conosciamo il testo finale della cosiddetta «pace», che naturalmente escluderà chi alla presunta guerra si è sempre sottratto pagando le tasse. "Vedremo se una riuscirà almeno a distinguere chi non ha pagato perché eccezionalmente e involontariamente non aveva i soldi da chi ha fatto il furbo. Ma questo mini-condono, prim’ancora di nascere, ha già fatto danni: ha dissuaso dal pagare chi stava per accedere al precedente (la rottamazione renziana), in attesa di quello nuovo. Con un crollo del gettito di un paio di miliardi. Per usare il frasario tipico dei gialloverdi: e ora chi paga? Fateci sapere" conclude Travaglio.