21 ottobre 2018
Aggiornato 15:03

Studenti in piazza bruciano manichini di Salvini e Di Maio: «State attenti». E chiedono un reddito di formazione per tutti

E' la prima mobilitazione studentesca nazionale dell’anno scolastico, la prima con Cinque Stelle e Lega al governo. Ecco perché manifestano

TORINO - Bruciano manichini con le facce di Salvini e Di Maio. Sono in piazza, davanti alla Prefettura di Torino. Oggi è il giorno della prima mobilitazione studentesca nazionale dell’anno scolastico, la prima con Cinque Stelle e Lega al governo: «Serve una scossa!» lo slogan scelto per l’iniziativa, con hashtag #agitiamoci, organizzata dalla Rete della Conoscenza, network nazionale cui aderiscono l’Unione degli Studenti e Link – Coordinamento Universitario. Da Monza a Torino, da Roma a Napoli, da Bari a Catania migliaia di studenti medi, delle superiori e gruppi universitari scendono in piazza per protestare contro l’esecutivo e chiedere un «vero cambiamento», appunto una «scossa», nel settore istruzione: «Scendiamo in piazza in tutta Italia perché vogliamo smascherare i bluff dei ministri che parlano di sicurezza e innovazione per le nostre scuole ignorando le vere condizioni delle studentesse e degli studenti. La scuola pubblica fa acqua da tutte le parti. Bloccheremo le città e agiteremo il Paese: Salvini e Di Maio state attenti, ribalteremo il vostro governo del cambiamento», avverte la Rete.

Bruciati anche una telecamera finta su dei mattoni
La protesta degli studenti è anche «contro razzismo, finto governo del cambiamento e disuguaglianze». Davanti al Miur di Torino, in corso Vittorio Emanuele, i ragazzi bruciano anche una telecamera di cartone posta sopra dei mattoni. «I mattoni sono quelli che rischiano di caderci in testa tutti i giorni - spiegano - Le telecamere sono quelle che vogliono mettere in ogni scuola per controllarci». Poi il monito: «Dalle scuole all'università costruiamo una società multiculturale che educhi alle diversità a partire dai luoghi del sapere», scrivono su Facebook gli organizzatori della manifestazione. Tanti i cartelli contro il governo: «Lega Salvini e lascialo legato, Una scuola sicura è antirazzista è antifascista».

Edilizia scolastica, diritto allo studio, codice etico
Edilizia scolastica, diritto allo studio, codice etico le rivendicazioni principali degli studenti: «Ancora troppi silenzi e nessuna risposta sui disastri della legge 107, dalla riforma dell’esame di stato all’alternanza scuola-lavoro» denunciano. Non esiste un piano reale di finanziamento sull’edilizia scolastica: ancora nel 2018 ci crollano i soffitti in testa, pretendiamo la messa in sicurezza degli edifici, spazi aperti e di qualità; non esiste la garanzia del diritto allo studio: la dispersione scolastica è un cancro del nostro Paese e troppi studenti e studentesse sono costretti ad abbandonare il loro percorso» ci raccontano.

Un reddito di formazione per tutti
Ma gli studenti vanno oltre e chiedono un «reddito di formazione per tutti» che abbatta le disuguaglianze e che garantisca loro di vivere le scuole e le città senza che siano le barriere economiche e sociali «a decidere sul nostro futuro e sulle nostre aspettative».
«Non esiste alcun tipo di tutela nei percorsi di alternanza scuola-lavoro che troppo spesso si sono rivelati dannosi, costosi, non formativi e utili solo a farci lavorare gratuitamente magari da enti privati che distruggono le nostre città» denunciano. Insomma, vogliono un codice etico che li «tuteli» e che garantisca i loro diritti, proibendo alle aziende e agli enti privati collusi con la mafia o colpevoli di disastri ambientali di «lucrare sulla nostra formazione».