20 ottobre 2018
Aggiornato 22:49

Non con Orban. Non con Le Pen. Soprattutto non con Bannon. Il M5s alle europee «da solo»

Di Maio lapidario sull'incontro tra Salvini e la leader del Rassemblement National: «Loro di destra, noi no». Corrao (M5s): «L'unico Movement è il nostro»
Il capo politico del M5s Luigi Di Maio
Il capo politico del M5s Luigi Di Maio (ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

ROMA - «Noi non abbiamo nulla a che vedere né con Le Pen né con Orban. Loro sono di destra. Noi stiamo lavorando per andarci a collocare in gruppo parlamentare europeo che non sia di destra, costruiremo una forza politica alternativa in Europa». Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, ma in questo caso soprattutto il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, risponde così al termine di un incontro al Mise a chi gli ha chiesto un commento sull'incontro tra Matteo Salvini e Marine Le Pen: «Sono questioni che riguardano la Lega, non noi». Un incontro, quello tra i due leader, servito soprattutto a mettere un paletto all'avanzata europea di Steve Bannon e al suo Movement. Ed è proprio sul 'movimento' creato dall'ex stratega di Donald Trump che è intervenuto, negli stessi minuti, Luigi Di Maio, europarlamentare stellato e in passato coordinatore della campagna elettorale di Di Maio.

Corrao: «Bannon? Conosco un solo Movement ed è il nostro»
«Non conosco Steve Bannon. In Europa tutti conoscono un solo Movement ed è il nostro. Se vogliamo giudicarlo dal nome non mi sembra si distingua per originalità». Così  Ignazio Corrao in un'intervista a Formiche.net ha commentato il progetto dell'ex stratega di Donald Trump. Sulle elezioni europee Corrao non si mostra preoccupato per l'avanzata delle forze politiche di destra: «Sarà la presa della Bastiglia. Il Movimento 5 Stelle sarà molto più determinante di quanto si possa immaginare o scrivere oggi. Ricordo perfettamente le parole di Berlusconi nel 2014: 'I grillini al Parlamento europeo saranno messi all'angolo e non conteranno nulla'. La sua profezia si è avverata al contrario: noi abbiamo fatto un eccellente e apprezzato lavoro mentre i berluscones prendono la via del dimenticatoio».

Che campagna elettorale sarà
L'eurodeputato spiega che la priorità sarà la fine dell'austerity: «Stiamo discutendo al Parlamento europeo il quadro finanziario pluriennale dell'Unione europea e non siamo soddisfatti. Anziché tagliare sprechi, privilegi e spese amministrative, la Commissione Juncker taglia e anche pesantemente i trasferimenti ad agricoltori e Regioni». E sulla riforma di Dublino afferma: «Il compromesso trovato in Parlamento non va bene, ci sono troppi filtri che rendono i ricollocamenti di fatto impossibili. Per noi i ricollocamenti devono essere automatici ed obbligatori». Sul manifesto antisovranista firmato fra gli altri da Matteo Renzi e Emmanuel Macron, Corrao commenta: «Con la firma di Renzi diventa di fatto il manifesto per la distruzione dell'UE firmato da chi ha una capacità innata di inimicarsi il Popolo che dovrebbe rappresentare. L'attuale governo italiano è l'unico in Europa che gode di buona salute. A Bruxelles ci attaccano perché invidiano il nostro successo».

Il Def e lo scontro con la Commissione Europea
In merito al Def Corrao dichiara: «In passato le manovre economiche erano sinonimo di macelleria sociale in nome della salvaguardia dei potenti celata dell'esigenza di stabilità dei conti pubblici. Mettiamo a disposizione della futura Commissione europea le nostre idee e la nostra manovra. Dopo le elezioni europee ce la copieranno perché è la strada giusta». E sullo scontro con la Commissione conclude: «Confermo che provvedimenti su pensioni e reddito di cittadinanza, superamento della Fornero e fondo truffati alle banche non sono negoziabili. Peraltro la Commissione ha dato questa possibilità ad altri Stati membri, e anche all'Italia in passato. Un testa a testa non sarebbe utile per nessuno, si troverà una soluzione».