20 ottobre 2018
Aggiornato 09:00

Salvini ha scelto il candidato sovranista a capo dell'Europa: è Paolo Savona

Il vicepremier è sempre più leader del fronte dei sovranisti, come dimostra anche l'incontro con la Le Pen. E proprio in quella sede ha avanzato il suo nome
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini (EPA | GUILLAUME HORCAJUELO)

ROMA – Il sogno della maggioranza M5s-Lega resta quello di piazzarlo al ministero dell'Economia. Ma pesa la contrarietà del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ovvero colui che dovrebbe nominarlo su indicazione del premier Giuseppe Conte. E che già una volta, all'atto della formazione del governo, si oppose fermamente all'idea di assegnare il dicastero di via XX settembre ad un economista euroscettico, per quanto illustre (tanto da mettere in dubbio, in un primo momento, addirittura il varo dell'intero esecutivo). Eppure, per Paolo Savona, poi dirottato al ministero degli Affari europei, sembra profilarsi all'orizzonte un'altra poltrona, ancora più importante: quella di capo della Commissione Ue.

A guida italiana
L'ipotesi si sarebbe affacciata ieri, in occasione dell'incontro tra Matteo Salvini e Marine Le Pen a Roma. Saranno proprio loro, infatti, gli arieti del fronte sovranista internazionale alle prossime elezioni europee di maggio. Ma dei due sembra il vicepremier italiano ad assumere il ruolo più rilevante: «Il capo dei sovranisti italiani è ormai riconosciuto come capo dell'alleanza a livello europeo – affermano infatti fonti della Lega al parlamento europeo, citate dall'agenzia di stampa Adnkronos – L'incontro con la Le Pen, che arriva a Roma, ne è la plastica dimostrazione». Dunque, tra i tanti nomi che vengono avanzati come candidati del sovranismo alla presidenza dell'Unione (si parla anche del giovane svedese Jimmie Akesson, che ha appena strappato il 18% in uno dei Paesi simbolo della socialdemocrazia), apparirebbe logico pensare proprio ad un italiano. «Un nome come quello di Paolo Savona, attuale ministro del governo gialloverde italiano potrebbe essere spendibile se le urne determineranno una svolta netta in senso populista», confermano le stesse fonti leghiste in Ue.

La politica di Savona
Savona, dal canto suo, negli ultimi giorni sembra interpretare sempre più il suo ruolo di ministro come una tribuna dalla quale affermare la sua linea nei confronti dell'Unione. Lo ha fatto anche ieri, durante una conferenza stampa all'associazione stampa estera in cui ha presentato il documento varato dal governo «per una Europa diversa, più forte e più equa», già pubblicato e inviato a Bruxelles. «Siamo convinti che la nostra è una politica corretta, cauta e per certi versi moderata. Un po' dappertutto c'è una forte voglia di cambiamento – ha detto l'82enne professore sardo – Il problema è europeizzare questo cambiamento altrimenti si finisce con il deeuropeizzare la conservazione. Vogliamo che l'Europa faccia qualcosa perché ci sia una inversione». E potrebbe essere proprio lui a incarnarla.