13 dicembre 2018
Aggiornato 16:00

Martina parla di manovra «ingiusta»: si è forse dimenticato di quando il Pd aiutava le banche?

Li definisce «dilettanti allo sbaraglio», rivendica di aver lavorato per 5 anni per le imprese e le famiglie, eppure le cose non stanno proprio così
Il segretario del Pd Maurizio Martina
Il segretario del Pd Maurizio Martina (Giuseppe Lami | ANSA)

ROMA - Sentir parlare il Pd di «popolo» e di difesa dei più deboli fa venire una certa orticaria. Amnesia. Temporanea, si spera. Forse Martina si è dimenticato di quanto il suo partito ha fatto a favore della finanza, e quanto ha fatto invece, in termini di danni provocati, alla gente che oggi tanto evoca come riferimento della sinistra. A sette giorni dalla «festa», come lui la etichetta con fastidio, di Luigi Di Maio sul balcone di palazzo Chigi, non c’è ancora il testo del Def, lamenta. «Questo è scandaloso e dà la misura del livello di approssimazione del governo verso la finanza pubblica e verso le sorti del Paese». L'attacco infuocato del segretario del Pd arriva stavolta durante una conferenza stampa al Nazareno dopo l’incontro con le parti sociali per presentare le controproposte dem alla manovra del governo. «Il Paese merita rispetto più che slogan – ha ribadito Martina – e a sette giorni da quella pagliacciata non abbiamo ancora i numeri definitivi: non era mai accaduto. Mi auguro che nelle prossime ore o nei prossimi minuti il governo metta fine a questa sceneggiata».

«Dilettanti allo sbaraglio»
A Di Maio che dice «abbiamo abbattuto la povertà» risponde: «Abbia più umiltà». Lui, che rappresenta un partito che questa categoria concettuale l'ha rinnegata, e sepolta, da tempo. Dimostrando una costante arroganza che non solo lentamente creava distanza, ma generava persino rabbia e rifiuto proprio là avrebbe dovuto accumulare nuovi consensi. Il leader del Pd ricorda che il governo «ha cambiato versione 4 volte in 4 giorni. Non si rendono conto che dietro quei numeri ci sono le sorti delle persone e dobbiamo assistere allo spettacolo dei vicepremier che corrono appresso alle loro stesse dichiarazioni per fare scalpore mentre nelle istituzioni non c’è ancora un testo, è inaccettabile. Sono dilettanti allo sbaraglio che giocano sulla pelle degli italiani» sentenzia. Leggendo queste parole a noi invece sovviene il one man show piddino per eccellenza, che non serve nemmeno nominare.

«Noi abbiamo lavorato per le imprese e le famiglie»
In questi ultimi anni, continua Martina nel suo ragionamento, il Pd ha fatto scelte e preso decisioni «per consolidare il sistema Paese» con una crisi «devastante» in atto. Se il Governo si può permettere di fare questo tipo di manovra è perché negli ultimi cinque anni «abbiamo lavorato per le imprese e le famiglie». Basta vedere la curva occupazione, la crescita dell'export e il sostegno alle imprese come industria 4.0. Questa manovra non solo «dimentica il Sud» ma è anche «profondamente ingiusta», perché «spende miliardi di euro senza avere in mente una prospettiva di crescita su famiglie, imprese e lavoratori». In 100 giorni il governo ha fatto disastri, secondo Martina. «Anche in vicende drammatiche come Genova hanno dimostrato di non saper gestire le emergenze».

Previsioni nefaste
E dunque cosa accadrà secondo il segretario dem, reduce da una piazza non certo affollata come nel loro immaginario. «Ci sarà un'esplosione del lavoro nero. Queste politiche così impostate faranno un gran male al Mezzogiorno. Una social card a 780 euro rischia di buttare fuori dal lavoro regolare molte persone. E anche a proposito di investimenti il Sud verrà penalizzato. Le cose che sono state raccontate fin qui, se verranno confermate nella manovra, produrranno ingiustizie pericolose per il nostro Paese». Invece i governi della finanza di Monti, Renzi, Gentiloni, ecc. ecc. hanno creato un'Italia più giusta e sana, no?!