13 dicembre 2018
Aggiornato 00:30

Pazzesco: Bossi potrebbe salvarsi grazie ad una legge del Pd

È la riforma Orlando sull'appropriazione indebita, voluta dal governo Gentiloni, che potrebbe cancellare il processo d'appello contro l'ex segretario della Lega
Il fondatore ed ex segretario della Lega, Umberto Bossi
Il fondatore ed ex segretario della Lega, Umberto Bossi (Riccardo Antimiani | ANSA)

ROMA – Incredibile ma vero: a salvare Umberto Bossi potrebbe essere il Partito democratico. Per la precisione, una modifica al codice penale approvata in extremis lo scorso 21 marzo, proprio negli ultimi giorni di vita del governo Gentiloni. E di cui potrebbero beneficiare il fondatore della Lega, il figlio Renzo e l'ex tesoriere Francesco Belsito. Si tratta nello specifico di una norma introdotta nell'ambito della cosiddetta riforma Orlando, dal nome dell'ex ministro della Giustizia, che prevede che per il reato di appropriazione indebita si possa procedere non più d'ufficio, ma solo dopo querela. Ovvero, solo sulla base di una denuncia della parte lesa.

Il processo rischia di sfumare
L'analisi pubblicata oggi sulle pagine del Fatto quotidiano sostiene che proprio questo codicillo potrebbe rappresentare un'inaspettata scappatoia per i Bossi padre e figlio e per Belsito, tutti già condannati in primo grado. Nel loro caso, a sporgere querela contro di loro dovrebbe essere naturalmente la Lega, cioè Matteo Salvini: ma se questa denuncia non arriverà entro il prossimo 30 novembre, il processo d'appello contro gli ex dirigenti del partito potrebbe non iniziare mai. Sempre il quotidiano diretto da Marco Travaglio rivela che la stessa Corte d'appello di Milano ha già inviato una lettera a Matteo Salvini, in quanto legale rappresentante della Lega che è la parte lesa in questa vicenda, proprio per spiegare questa situazione che si è venuta a creare. La palla, ora, passa proprio nelle mani del vicepremier: sarà lui a consentire che il suo predecessore Bossi, che peraltro ha ricandidato alle ultime elezioni, finisca nuovamente a processo?

La vicenda dei cognati di Renzi
Ma la legge sull'appropriazione indebita voluta dal governo Gentiloni non potrebbe dare una mano solo ai leghisti, bensì anche a qualcuno di molto vicino al Pd, in particolare all'ex segretario Matteo Renzi. Si tratta di suo cognato Andrea Conticini, coinvolto insieme ai suoi fratelli Alessandro e Luca in una brutta vicenda che è attualmente oggetto d'indagine: l'accusa sostiene che i parenti di Renzi si siano intascati su conti privati circa 6,6 milioni dei dieci che avevano raccolto promettendo di spenderli in beneficenza in Africa. Insomma, la riforma Orlando potrebbe dare un bel colpo di spugna, sì, ma rigorosamente bipartisan.