19 novembre 2019
Aggiornato 05:30

La Cassazione conferma il sequestro dei 49 mln alla Lega. Centemero: «Faremo ricorso alla Corte Ue dei diritti umani»

Respinto in Cassazione il ricorso del Carroccio sulla presunta truffa dei rimborsi elettorali di Bossi e Belsito

Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ANSA

ROMA - Confermato dalla Cassazione il sequestro dei 49 milioni di euro della Lega, così come deciso lo scorso 5 settembre dal Tribunale del riesame di Genova su indicazione della stessa suprema corte. Gli ermellini hanno appena respinto il ricorso dei legali del Carroccio contro il provvedimento di sequestro preventivo. Può dunque continuare l'accordo sulla 'rateizzazione' del debito della Lega e, se verranno trovati altri fondi, potranno essere sequestrati ovunque rinvenuti.

Salvini tranquillo
Il sequestro nasce dalla condanna in primo grado, tra gli altri, di Bossi e l'ex tesoriere Belsito, nel procedimento per la presunta truffa sui rimborsi elettorali relativi al triennio 2008-2010. A fronte di questa sentenza, il Carroccio reagisce con il tesoriere Giulio Centemero, che annuncia un nuovo ricorso, ma stavolta alla Corte Europea per i diritti dell'Uomo. Salvini ostenta tranquillità: «Rispetto le sentenze», dice pacato dal Salone delle due ruote di Milano. «Io preoccupato? No, sono più preoccupato per Milan-Juve di stasera».

Centemero: «Sequestrano somme lecite»
«La Corte di Cassazione, rigettando il ricorso, ha definitivamente avallato la possibilità di sequestrare somme totalmente lecite, considerandole profitto di reato» attacca il tesoriere della Lega, Giulio Centemero. «Contributi dei cittadini, proventi delle feste etc si trasformano, per sentenza, in somme da sequestrare senza che vi sia alcun legame con i fatti di reato che vengono contestati ad altri soggetti e a danno della stessa Lega. La violazione è talmente palese che si dovrà ricorrere alla Corte Europea dei diritti dell'uomo per vedere riconosciute le ragioni che non sono solo del partito ma di tutti i cittadini».