23 settembre 2018
Aggiornato 04:00

Via libera del Cdm al «decreto Genova». Conte: non tornerò a mani vuote

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto «urgenze» su Genova, Ischia e Centro Italia. Attenzione su Genova, dove però non si sciolgono i due nodi principali
Monsignor Anselmi, il prefetto di Genova Spena, il sindaco Bucci, il presidente della Regione Liguria Toti, il sottosegretario del ministero delle Infrastrutture Rixi, il presidente del Consiglio regionale Piana
Monsignor Anselmi, il prefetto di Genova Spena, il sindaco Bucci, il presidente della Regione Liguria Toti, il sottosegretario del ministero delle Infrastrutture Rixi, il presidente del Consiglio regionale Piana (Luca Zennaro | ANSA)

GENOVA - Via libera del Consiglio dei ministri al decreto «urgenze» su Genova, Ischia e Centro Italia e al decreto «concretezza». Il decreto, in realtà noto come «decreto Genova», stabilisce i primi aiuti a cittadini e imprese ed è stato approvato salvo intese, ma non risolve i due grandi quesiti nodi da sciogliere: chi sarà il commissario per la ricostruzione e chi costruirà il nuovo ponte. Due temi che dividono M5s e Lega. Divergenze che secondo fonti interne sarebbero state evidente anche durante il voto. Il decreto prevede un contributo di sostegno per tutti i soggetti coinvolti dalle ordinanze di sgombero o che hanno subito danni materiali. Alle imprese danneggiate dal crollo si riconosce un contributo finalizzato alla «mitigazione dei pregiudizi sofferti, impregiudicati i diritti risarcitori nei confronti di eventuali responsabili». Il dl introduce inoltre misure di facilitazione fiscale per le imprese, l'istituzione di una zona franca urbana e di una zona logistica semplificata per il porto e il retroporto, nonché misure immediate per favorire la viabilità e i collegamenti in entrata e in uscita da Genova, implementando il trasporto pubblico locale.

Conte: «Non tornerò a mani vuote da Genova»
«Ci sarà un commissario straordinario ad hoc che avrà ampi poteri di procedere e di disporre, e consentire a Genova di avere un ponte più bello, più nuovo e un rilancio della sua immagine» ha dichiarato il premier Conte, anche se «il nome non c'è, ci riserviamo di farlo in futuro, sarà indicato con un decreto del Presidente del Consiglio». Conte spiega che presenterà il lavoro del governo a Toti e Bucci, «ascolterò i loro contributi. Mi sono sentito più volte con Toti, c'è un dialogo continuo. Abbiamo detto che saremmo tornati presto: sarò a Genova a ricordare la triste ricorrenza, ma non torno a mani vuote, torno con questo decreto per consentire l'intrapresa per il ripristino delle condizioni di vita delle popolazioni locali»

Toti: «Abbiamo diritto di avere voce in capitolo»
«Il governo vuole mettere un commissario per la ricostruzione del ponte Morandi. Non sappiamo ancora chi sarà ma abbiamo chiesto di poter scegliere quale figura sarà. Non vogliamo monopolizzare la Regione, ma abbiamo diritto da liguri e da genovesi di avere voce in capitolo», aveva detto Giovanni Toti in diretta Facebook, prima del Consiglio dei ministri. «Dagli amici della Lega e dal presidente del Consiglio ci aspettiamo che venga indicato come commissario per la ricostruzione il nome di una persona capace, che sappia affiancare le istituzioni, che non appaia come qualcuno che viene da fuori perché come la moglie di Cesare oltre che essere onesta, deve anche apparire tale. L'unica stella polare dev'essere ricostruire il ponte».

«Assunti 250 ingegneri»
Con il decreto urgenze che istituisce l'Agenzia per la sicurezza di strade, autostrade e ferrovie, arriva anche l'obbligo di applicare «semplici sensori» che consentiranno «il monitoraggio costante, sette giorni su sette, h24 delle nostre infrastrutture», ha spiegato il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli al termine del Cdm spiegano che «in seguito alle segnalazioni quali infrastrutture dovranno essere monitorate, che dialogano con i satelliti, un semplice spostamento millimetrico allarme blocco infrastruttura». A questo fine saranno assunti 250 ingegneri chiamati a controllare le infrastrutture a rischio.