16 novembre 2018
Aggiornato 15:00

«Pensavate di esservi liberati di me?»: così Renzi vuole riprendersi il Pd

I renziani faranno di tutto per evitare che Zingaretti diventi segretario e trascini il partito in un'alleanza con il M5s. Ecco qual è la loro strategia segreta
Matteo Renzi all'arrivo alla festa del Pd
Matteo Renzi all'arrivo alla festa del Pd (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

ROMA – Matteo Renzi è tornato. O meglio, forse dovremmo dire che non se n'è mai andato davvero. L'ex premier ed ex segretario del Partito democratico riparte: non dalla Feste dell'Unità dove pure si è fatto immortalare mentre addentava una salamella, bensì da un palco molto più ricco e prestigioso. Quello del fondo finanziario Algebris, del suo amico Davide Serra, che per lanciare il suo think tank antipopulista ed europeista lo ha ingaggiato ieri per un discorso (a pagamento, pare). Ad ascoltarlo parlare di economia, a Milano, c'erano nomi illustri: dall'ex ministro Corrado Passera ad Enrico Tommaso Cucchiani, passando per quel Federico Ghizzoni che, nella sua precedente vita ad Unicredit, incontrò la Boschi sul caso Banca Etruria. Niente male, come pubblico.

Manovre di corrente
Ma questo serve solo a riaccreditarsi nel mondo dei mercati e della finanza, e al limite a raggranellare qualche migliaio di euro in una serata. Il vero obiettivo del senatore di Scandicci resta uno solo: riprendersi il Pd. Non in prima persona, visto che subodorando la figuraccia ha già chiarito che non si candiderà per la segreteria, bensì per interposta corrente. Se infatti Renzi, nei mesi che hanno seguito la batosta elettorale, è rimasto comprensibilmente silenzioso e nascosto, l'ex Giglio magico ha continuato a tessere la loro tela: da Luca Lotti a Ettore Rosato, da Antonello Giacomelli all'immancabile Maria Elena Boschi. C'è solo un ostacolo, o meglio, un nemico che minaccia di impedire il coronamento della loro strategia: Nicola Zingaretti, ad oggi l'unico candidato segretario del partito. Perché il fratello di Montalbano fa così paura al bulletto di Firenze? Per un motivo molto semplice: Matteo è convinto che voglia trascinare i democratici in un'alleanza con il Movimento 5 stelle, nel caso in cui la Lega si sfilasse dal governo. E vedere Zingaretti a braccetto con Di Maio, dopo che il Pd di Renzi ha sparato per anni contro i pentastellati, sarebbe una sconfitta non da poco.

Strategia renziana
A questo punto, per evitare che il governatore del Lazio prenda il potere nel partito, restano solo due strade. La prima: far saltare il congresso, con la scusa che nel 2019 si vota per le elezioni europee e per le comunali e dividersi alla vigilia di questa scadenza sarebbe un rischio. Difficile, però, che i non renziani ci caschino, di fronte ad una scusa così prevedibile. La seconda strada: trovare un forte candidato da opporre a Zingaretti. Di nomi ne sono stati buttati tanti nella mischia, nelle scorse settimane: da Matteo Richetti a Teresa Bellanova, da Anna Ascani a Ettore Rosato, a Graziano Delrio. Chissà su chi cadrà, alla fine, l'investitura di successore di re Matteo. Una cosa, però, è certa: quella che Renzi continua a ribadire ad ogni sua apparizione nelle feste. «Se pensavano di essersi liberati di me, si sbagliavano».