25 gennaio 2020
Aggiornato 20:00
Centrosinistra

Renzi si ritira: niente primarie. Ma schiererà un suo fedelissimo...

L'ex premier non si candiderà nuovamente a segretario del Partito democratico: «Ho già dato». Eppure non è pronto nemmeno a sostenere Nicola Zingaretti

Matteo Renzi in aula del Senato
Matteo Renzi in aula del Senato ANSA

ROMA – Matteo Renzi ha sciolto la riserva sul suo futuro, annunciando di non voler partecipare alle primarie del centrosinistra. «Chi vince le primarie il giorno dopo deve avere l'appoggio di tutti. A me hanno fatto la guerra: il fuoco amico ha fatto fallire per due volte il Pd». Parola di Matteo Renzi, che a Stasera Italia, la trasmissione condotta da Barbara Palombelli su Rete4, parla del partito che ha guidato alle prese con una nuova competizione sulla leadership. «Chiunque vinca non deve avere competizione interna. Io non parteciperò alle primarie. Ho già dato – assicura l'ex segretario Pd – Ho vinto due volte le primarie, ma la prossima volta chi vince deve avere il sostegno degli altri. Io voglio fare una battaglia corpo a corpo alla demagogia, lavorare con le giovani generazioni».

Corsa alla segreteria
L’ex premier ha anche spiegato che potrebbe non sostenere Nicola Zingaretti nella corsa per la segreteria del partito, anticipando che si potrebbe presentare anche un altro nome, forse proprio uno dei fedelissimi renziani (non è chiaro se l'attuale segretario Maurizio Martina o un altro esponente). «Non è detto sia quello che voterò io, ci saranno più candidati. Quando ci sarà il congresso vedremo chi vincerà – si è limitato a dire l'ex numero uno dem – Senza un leader vero avrete sempre un partito senza spina dorsale», ha però aggiunto, ricordando che «con la personalizzazione il Pd ha preso il 41%, con la spersonalizzazione ha preso il 18%». E a chi gli chiede chi potrebbe essere la nuova guida dei dem dice: «Io non riduco al toto-nomi, quando ci saranno i candidati sceglierò quello che ritengo più adatto, ma il problema non è la mia carriera politica ma il futuro del Paese».

Contro il governo
«Come costruire un'alternativa a questo governo? Le primarie del Pd, ma non solo, dovranno lavorarci su questo. Buona parte dell'analisi della nostra sconfitta sta nel fuoco amico, se hai una squadra dove quelli che stanno dietro bombardano sul capitano si va da poche parti, e le primarie dovranno risolvere questo – ha risposto poi il senatore di Scandicci a proposito dell'assenza di un'opposizione al fronte giallo-verde – Alle prossime elezioni si confronteranno due idee di Europa: da un lato Salvini, Orban, Farage e chi vuole uscire dall'Europa, dall'altra chi continua a credere in un'Europa di solidarietà». Renzi ha poi ammesso che «alle Europee quello di un fronte ampio di nuovo insieme è un tema che si avverte, io spero vincerà il fronte che va da Macron a Tsipras». Il 29 settembre sarà alla manifestazione indetta dal Pd? «Certo, dopodiché non basta la piazza, bisogna andare oltre, spero tutte le forze di opposizione diano una mano perché serve una resistenza culturale, perciò noi faremo comitati civici in ogni comune contro questo governo no Tav, no Tap, no Ilva, no vax».