18 novembre 2018
Aggiornato 17:00

L'ultima accusa di Saviano a Salvini: «Sequestro di persona di Stato»

Lo scrittore di Gomorra denuncia un presunto reato il cui mandante sarebbe nientemeno che il ministro degli Interni, per il caso della nave Diciotti
Matteo Salvini e Roberto Saviano in due immagini d'archivio
Matteo Salvini e Roberto Saviano in due immagini d'archivio (ANSA)

ROMA«Sequestro di persona plurimo di Stato». Questa l'ultima accusa che Roberto Saviano muove al ministro degli Interni Matteo Salvini. Un'accusa decisamente fantasiosa, quantomeno sul piano giudiziario, visto che chiama in causa un reato di cui, fino ad oggi, non si trova alcuna traccia né nelle sentenze né tantomeno nei manuali di diritto. Eppure lo scrittore di Gomorra scomoda addirittura la Costituzione, pubblicando su Twitter il testo dell'articolo 13: «La libertà personale è inviolabile».

Richiamo al procuratore
Il giornalista ha manifestato sui social network tutta la sua aperta contrarietà sul caso della nave Diciotti, ferma al porto di Catania con i migranti a bordo: un motivo sufficiente per sferrare l'ennesimo attacco al titolare del Viminale. «Il governo tiene in ostaggio 177 esseri umani. La Diciotti, che da cinque giorni non può sbarcare chi è a bordo per ordine del ministero degli Interni, rappresenta un caso gravissimo e illegale di sequestro di persona plurimo di Stato». Ma Saviano non ce l'ha solo con Salvini: tra i suoi interlocutori c'è anche Carmelo Zuccaro, procuratore di Catania, quello che mise sotto indagine le ong per il loro presunto sostegno al traffico di clandestini da parte degli scafisti. «La legge prevede che un soggetto possa rimanere nella disponibilità della polizia giudiziaria (tale è la Guardia costiera) per un termine massimo di 48 ore – si legge sul suo post su Facebook – Trascorso questo tempo, senza la convalida di un giudice, siamo al cospetto di un sequestro di persona. E' vero o no, quanto affermo, procuratore della Repubblica di Catania, dottor Carmelo Zuccaro? Lo chiedo a lei perché, almeno questa volta, è competente a procedere. Se questa situazione fosse effettivamente dovuta ad atti formali del ministero degli Interni (mi permetto di suggerirle di approfondire con attenzione questa circostanza), si saprebbe già sin da ora chi è il mandante di questo sequestro di persona 'di Stato'. Ma se nessuno procede, ci troveremo al cospetto di una grave omissione di atti di ufficio che, ledendo il principio di separazione tra i poteri dello Stato, mette l'Italia al di fuori della civiltà giuridica».

Proteste da sinistra
Quella di Saviano non è l'unica voce di protesta che si è levata contro il governo per questa vicenda. I Radicali hanno dichiarato lo sciopero della fame, vibranti critiche sono state mosse anche da parte di Emma Bonino e Laura Boldrini, nonché del Partito democratico per bocca dell'ex premier Paolo Gentiloni e del presidente Matteo Orfini. Dalle fondazioni Libera, Pax Christi e Migrantes, invece, arriva all'esecutivo un appello all'umanità.