16 giugno 2019
Aggiornato 00:00
Immigrazione

La Diciotti a Catania, ma Savini nega lo sbarco: "Bruxelles non mantiene i patti"

La nave della Marina militare italiana è a Catania dopo cinque giorni al largo di Lampedusa, ma il ministro dell'Interno dice no

La nave Diciotti della Marina italiana al porto di Catania
La nave Diciotti della Marina italiana al porto di Catania ( ANSA )

CATANIA - Per la Diciotti ancora nessuno sbarco. La nave della Marina militare con a bordo 177 migranti soccorsi al largo di Lampedusa arrivata ieri alle 23.30 circa nel porto di Catania è ancora in attesa della ripartizione tra i Paesi del'Unione europea. «Gli sforzi sono in corso per riuscire a ridistribuire i migranti nei vari paesi», ha detto il portavoce della Commissione europea Alexander Wintersterin. "I contatti con gli Stati membri sono ancora in corso, siamo al lavoro per trovare una soluzione al più presto" ha fatto sapere una portavoce della Commissione Ue per la migrazione. Ma il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha ribadito il suo no all’accoglienza: «Prima di chiedere lo sbarco», ha detto, «forse sarebbe meglio alzare il telefono e chiedere spiegazioni a Bruxelles e agli altri governi europei, che non rispettano i patti». Il riferimento è ai 450 immigrati sbarcati a luglio a Pozzallo.

Patti non mantenuti
Dice Salvini: «Dovevano essere ripartiti tra gli altri paesi europei, solo la Francia ha mantenuto l’impegno, accogliendone 47 sui 50 promessi. La Germania aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero. Il Portogallo aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero. La Spagna aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero. L’Irlanda aveva accettato di accoglierne 20: ne ha presi zero. Malta aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero. Sostanzialmente, tutti cercano di guadagnare tempo. Imponendo all’Italia i costi per i trasferimenti (500 euro a persona)». Il ministro ha invitato poi l’Europa a indagare su La Valletta che, secondo i racconti dei migranti, li accompagna verso l’Italia e poi «li abbandona in condizioni di pericolo». Silenzio invece, almeno per il momento, dal ministero della Difesa, da cui dipende direttamente la nave Diciotti.

La denuncia dell'Unhcr: "Hanno subito torture"
Sulla Diciotti ci sarebbero diversi minorenni e 28 di questi, secondo Save the Children, sarebbero non accompagnati. La portavoce dell’Unhcr Carlotta Sami ha spiegato in un tweet che le persone a bordo della nave «hanno subito abusi, torture, sono vittime di tratta e traffico di esseri umani. Hanno bisogno urgente di ricevere assistenza e diritto a chiedere asilo. Un diritto fondamentale, non un crimine».

"Ci hanno portato verso Lampedusa poi abbandonati"
Intanto la procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per fare luce sulle dinamiche del salvataggio. Nel fascicolo anche le testimonianze dei migranti tratti in salvo per motivi di salute. Secondo il loro racconto il primo soccorso è arrivato da un’imbarcazione con a bordo maltesi, che hanno prima «scortato» il natante verso Lampedusa, quindi, dopo circa 24 ore dall’intervento, hanno invertito la rotta abbandonando i migranti, poi recuperati dalla nave della Guardia costiera italiana. Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli su Twitter aveva scritto che "i valorosi uomini della guardia costiera hanno compiuto il proprio dovere salvando vite umane ad appena 17 miglia da Lampedusa. Ora l'Europa faccia in fretta la propria parte".