22 marzo 2019
Aggiornato 19:30
Governo Lega-M5s

Il pericolo numero uno del governo? Gli attacchi della speculazione finanziaria

Lo spread sale, a fine agosto potrebbe arrivare la bocciatura delle agenzie di rating, e allora sui mercati sarebbero dolori. Così Lega e M5s studiano le contromosse

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi ANSA

ROMA – Chi fermerà il governo Conte? Più che l'opposizione politica, gli unici in grado di riuscirci paiono i mercati. Già, sempre loro, i grandi poteri finanziari, che con i loro attacchi speculativi hanno già più volte preso di mira l'Italia in passato. E che ora, approfittando delle conseguenze della crisi turca, minacciano di farlo nuovamente, mettendo in grave rischio la politica economica di Lega e M5s. L'allarme, a palazzo Chigi, è già scattato, tanto che il sottosegretario Giancarlo Giorgetti ne ha parlato esplicitamente ai microfoni di Libero: «L'attacco me lo aspetto, i mercati sono popolati da affamati fondi speculativi, che scelgono le prede e agiscono».

Una data cerchiata in rosso
Lo spread ha già cominciato a risalire da giorni, in risposta alle dichiarazioni dei vertici dell'esecutivo: oggi ha aperto sopra i 271 punti base per poi arrivare a 276,8 punti. Ma questo è solo l'inizio. Il vero pericolo potrebbe concretizzarsi tra fine agosto e il 10 settembre, quando le famigerate agenzie di rating renderanno note le loro ultime valutazioni sull'Italia: se queste si rivelassero improntate generalmente al ribasso (ovvero, come si dice in termine tecnico, al downgrading), allora sì che la speculazione finanziaria potrebbe metterci in grossa difficoltà. Uno scenario che il vicepremier Luigi Di Maio ha smentito in un'intervista al Corriere della Sera: «Non credo che avremo un attacco speculativo. Non vedo il rischio concreto che questo Governo sia attaccato, è più una speranza delle opposizioni. E se qualcuno vuole usare i mercati contro il Governo, sappia che non siamo ricattabili. Non è l'estate del 2011 e a Palazzo Chigi non c'è Berlusconi, che rinunciò per le sue aziende». Il leader pentastellato assicura il rispetto degli equilibri di bilancio: «Le nostre idee mirano a stabilizzare la situazione economica. I provvedimenti fondamentali del contratto li faremo col massimo rispetto degli equilibri di bilancio, ma anche chiedendo all'Europa di farci fare le riforme che ci permetteranno di abbattere il debito pubblico».

Correre ai ripari
Eppure, al di là delle dichiarazioni pubbliche, il governo appare così consapevole di questo potenziale attacco da aver cominciato a studiare le contromosse. Scrive La Stampa che lo stesso Giorgetti, ma anche il ministro Paolo Savona, hanno aperto un canale di comunicazione con il presidente della Bce Mario Draghi, proprio per studiare e concertare la linea da seguire per evitare i danni più gravi. E la missione è possibile, sostiene il consigliere economico di Salvini, il senatore leghista Armando Siri: «Certo, il pericolo c'è, soprattutto perché abbiamo consentito di tenere all'estero troppi titoli italiani, uno scenario che va contrastato con norme che consentano di 'trattenere' in Italia quel rischio. Ma l'Italia è un grande Paese, con un'economia in grado di rispondere a qualsiasi attacco speculativo. No, non ci faremo intidimidire».