3 agosto 2021
Aggiornato 20:30
Governo

Fornero lancia già la sua stoccata contro il governo, e si dice preoccupata per la parità di genere

Non l'ha preso affatto bene il neogoverno giallo-verde la prof. che ha rivoluzionato il mondo delle pensioni con la legge che porta il suo nome

ROMA - Di Maio al posto di Elsa Fornero, ed è subito scontro aperto. Non l'ha preso affatto bene il neogoverno giallo-verde la prof. che ha rivoluzionato il mondo delle pensioni con la legge che porta il suo nome, e che ancora oggi è uno dei nodi cruciali dell'esecutivo che verrà. Proprio questa mattina, prima di salire al Colle, Luigi Di Maio ha annunciato che i primi provvedimenti riguarderanno proprio le pensioni: l'ormai famosa «quota cento» dovrebbe presto diventare realtà. «Questo è l'anno zero e si ricomincia daccapo» ha commentato Fornero al Festival dell'Economia di Trento. Le promesse elettoraili di Di Maio e Salvini, attacca l'ex ministro, sono «ingenue e fuorvianti». Modifichiamo quello che è modificabile, dice, «ma tornare indietro solo per issare una bandiera che si è fin troppo sventolata, anche impropriamente, in campagna elettorale è un rischio per il Paese».

Dove sono le risorse?

Abrogare del tutto la legge Fornero, per lei che firmò quella legge, è «impegnativo» e soprattutto con costi sociali ed economici «proibitivi». «Già sono molto elevati 15 miliardi per la sola quota 100 e il ripristino delle pensioni di anzianità per il primo anno che poi salgono a 20 miliardi». E lancia un appello ai cittadini: «A loro dico: siete veramente convinti che vogliamo ripristinare le pensioni di anzianità con questo stanziamento di risorse? Siete convinti che non ci sono altri settori che abbiamo bisogno d quelle risorse? Non basta amare il popolo per trovare le risorse. Bisogna amare il popolo ma bisogna anche rispettare i vincoli di bilancio».

Reddito di cittadinanza

Poi c'è il capitolo reddto di cittadinanza, rispetto a cui Fornero non vede grandi differenze rispetto al già esistente reddito di inclusione varato dal governo Pd. Solo questione di nomi, insomma: «Quello che viene proposto è una forma di reddito di inclusione, ma siccome quello che è stato fatto prima deve essere sempre e comunque svilito allora lo chiamano reddito di cittadinanza».

Parità di genere a rischio

Infine, una stoccata al governo sull'uguaglianza di genere, che a suo dire latita parecchio: manca, continua Fornero, il ministro per la «parità di genere», presente invece nei precedenti esecutivi. «Non è un buon segnale. La parità è una questione molto molto seria e quindi credo che non avere un ministero o una delega specifica non sia un bene» visto che «nel contratto di Governo l'immagine della donna è abbastanza deprimente».