Fornero lancia già la sua stoccata contro il governo, e si dice preoccupata per la parità di genere

Non l'ha preso affatto bene il neogoverno giallo-verde la prof. che ha rivoluzionato il mondo delle pensioni con la legge che porta il suo nome
L'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero
L'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero (Alessandro Di Marco | ANSA)

ROMA - Di Maio al posto di Elsa Fornero, ed è subito scontro aperto. Non l'ha preso affatto bene il neogoverno giallo-verde la prof. che ha rivoluzionato il mondo delle pensioni con la legge che porta il suo nome, e che ancora oggi è uno dei nodi cruciali dell'esecutivo che verrà. Proprio questa mattina, prima di salire al Colle, Luigi Di Maio ha annunciato che i primi provvedimenti riguarderanno proprio le pensioni: l'ormai famosa «quota cento» dovrebbe presto diventare realtà. «Questo è l'anno zero e si ricomincia daccapo» ha commentato Fornero al Festival dell'Economia di Trento. Le promesse elettoraili di Di Maio e Salvini, attacca l'ex ministro, sono «ingenue e fuorvianti». Modifichiamo quello che è modificabile, dice, «ma tornare indietro solo per issare una bandiera che si è fin troppo sventolata, anche impropriamente, in campagna elettorale è un rischio per il Paese».

Dove sono le risorse?
Abrogare del tutto la legge Fornero, per lei che firmò quella legge, è «impegnativo» e soprattutto con costi sociali ed economici «proibitivi». «Già sono molto elevati 15 miliardi per la sola quota 100 e il ripristino delle pensioni di anzianità per il primo anno che poi salgono a 20 miliardi». E lancia un appello ai cittadini: «A loro dico: siete veramente convinti che vogliamo ripristinare le pensioni di anzianità con questo stanziamento di risorse? Siete convinti che non ci sono altri settori che abbiamo bisogno d quelle risorse? Non basta amare il popolo per trovare le risorse. Bisogna amare il popolo ma bisogna anche rispettare i vincoli di bilancio».

Reddito di cittadinanza
Poi c'è il capitolo reddto di cittadinanza, rispetto a cui Fornero non vede grandi differenze rispetto al già esistente reddito di inclusione varato dal governo Pd. Solo questione di nomi, insomma: «Quello che viene proposto è una forma di reddito di inclusione, ma siccome quello che è stato fatto prima deve essere sempre e comunque svilito allora lo chiamano reddito di cittadinanza».

Parità di genere a rischio
Infine, una stoccata al governo sull'uguaglianza di genere, che a suo dire latita parecchio: manca, continua Fornero, il ministro per la «parità di genere», presente invece nei precedenti esecutivi. «Non è un buon segnale. La parità è una questione molto molto seria e quindi credo che non avere un ministero o una delega specifica non sia un bene» visto che «nel contratto di Governo l'immagine della donna è abbastanza deprimente».