1 giugno 2020
Aggiornato 22:30
Governo

Italia a un passo dallo scontro civile: Cottarelli, opposto di Savona, già pronto da tempo?

L'euro non si tocca, i mercati non perdonerebbero: Mattarella mette in chiaro i confini democratici del paese. Pesanti minacce dai mercati

ROMA - Carlo Cottarelli potrebbe essere il prossimo presidente del Consiglio incaricato. Una decisione drammatica presa dal Presidente della Repubblica, dopo una giornata durissima. Cottarelli, con cui appena qualche giorno fa noi del DiariodelWeb.it abbiamo fatto una lunga chiacchierata al telefono, per molti aspetti rappresenta l'opposto di Giuseppe Conte. E viene da pensare che il nome dell'ex commissario alla spending review fosse già pronto da tempo. Cottarelli, con ogni probabilità, non darà vita a un governo balneare, anche se mancante al momento di una maggioranza solida. L'ipotesi più probabile, dato che Cottarelli non troverà una maggioranza con facilità, è che prosegua Gentiloni fino alle prossime elezioni. ll presidente della Repubblica si è preso la responsabilità storica - rivendicando i poteri a lui conferiti dalla Costituzione - senza precedenti, di racchiudere in un confine il libero arbitrio democratico dell'Italia. Un messaggio drammatico quello del Presidente Mattarella, in cui ha parlato in chiave politica: parole che hanno preso una parte chiara. L'Italia non può avere un governo euroscettico dato che vi sono dei veti, di cui Mattarella si è fatto portatore, da parte dei mercati e delle agenzie di rating.

L'euro non si deve toccare
In ogni caso, anche senza drammatizzare, si tratta di una forzatura. Mattarella ha sostentuto che il punto programmatico di Paolo Savona, la supposta uscita dall'unione monetaria ma non da quella politica, non è oggetto di negoziazione. Ha aggiunto che i programmi elettorali dei partiti non prevedevano una posizione così dura sull'euro: verità parziale perché riconducibile solo al M5s. L'Italia non sarà una nuova Gran Bretagna, e non è nemmeno possibile pensare ad una nuova Brexit in salsa tricolore. E' una posizione chiara da parte del Presidente della Repubblica, che nel suo discorso ha reiterato la prospettiva secondo cui la speculazione finanziaria non lascerebbe scampo all'Italia. In linea teorica, se alle prossime elezioni le forze euroscettiche prendessero il 99% dei voti, la situazione non cambierebbe.

La gabbia
La gabbia quindi c'è: è la stessa gabbia che ha distrutto la democrazia greca nel 2015, riducendo il paese di Tsipras allo sfascio. Gabbia che mette in mano il potere decisionale alle agenzie di rating: sono le parole del presidente di Sergio Mattarella. A questo punto la funzione del Presidente della Repubblica cambia e diventa il deus ex machina: il motore politico del prossimo governo. Che sarà tecnico: non è chiaro chi potrà votare la fiducia al governo nascente. Il tono di Mattarella è stato particolarmente bellicoso, probabilmente anche in virtù delle minacce di uno stato di accusa che alcuni partiti avrebbero sicuramente mosso, come infatti sta avvenendo, verso il Presidente della Repubblica. In particolare il M5s e Fratelli d'Italia, manca solo la Lega, già invocano l'impeachement: una decisione senza precedenti. Inimmaginabile. Una lesione fortissima che spaccherebbe lo Stato italiano. E' il momento più drammatico della storia della Repubblica, probabilmente a un passo dal tintinnio di baionette degli anni Settanta. Scuro in volto, è andato via senza salutare: Sergio Mattarella si trova nell'orda di una popolazione che nelle prossime ore potrebbe sfidarlo nelle piazze. Il vulnus dell'euro è esploso con tutta la sua potenza: doveva essere depotenziato anni fa, ora è troppo tardi.

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